SPAZIO STORIAULTIMISSIMA

Le masserie: le origini, le funzioni, l’evoluzione nel tempo

La Redazione

Quando camminiamo per le campagne pugliesi non possiamo fare a meno di notare la presenza di case abbastanza grandi, spesso colorate di bianco, circondate da costruzioni più piccole, trattori e animali: sono le masserie. La parola masseria deriva dall’antico greco maxa e dal corrispettivo latino massa, vale a dire impasto. Nell’espressione massa fundorum indicava l’insieme dei fondi rustici che formavano una grande proprietà terriera (latifundium). Siccome in epoca tardo – romana la gestione di questi latifondi passò a più massari, la parola masseria prese a indicare i singoli appezzamenti di terra dotati di abitazione in cui era suddivisa una grande proprietà.

Questo significato è rimasto invariato, anche se attualmente la parola può riferirsi soltanto al complesso di edifici che sorgono su un terreno agricolo. Intesa in questo senso, una masseria è solitamente composta da una casa di abitazione, residenza del massaro, da una corte, cioè uno spazio cintato usato per ospitare animali domestici e come prosecuzione della casa. Inoltre vari caseggiati addossati agli altri lati della corte o distaccati, adibiti a deposito di attrezzi e sementi, a stalla, a frantoio ecc.

In molti casi c’è anche una piccola chiesa e delle opere di fortificazione, come mura e torri. Se dobbiamo ai Romani la nascita della masseria intesa come azienda agricola con casa, è al medioevo che dobbiamo risalire per trovare le origini degli elementi architettonici che formano le masserie attuali. Spesso, infatti, le masserie sorsero su insediamenti rupestri preesistenti (trulli, grotte, jazzi ecc.) creati dai monaci, pastori e agricoltori prima del 1000. Oppure sfruttarono i resti di antichi casali, i micro – villaggi con chiesa annessa, fondati dai contadini nella fase di espansione agricola iniziata nel X – XI secolo.

Altre volte le masserie sorsero dal nulla, a seguito della fondazione di un monastero o per ordine di un signore feudale. In questi casi era più facile che fossero dotate di fortificazioni, per difenderle da invasioni straniere, ma anche dalla rabbia dei contadini sfruttati. La fase di grande fioritura delle masserie inizia con Federico II. Soprattutto in Capitanata fece sorgere numerose masserie regie, con l’intento di aumentare e diversificare la produzione agricola. E poi sperimentare più redditizie tecniche produttive, come l’integrazione fra agricoltura e allevamento e nuove rotazioni delle colture.

Il processo di trasformazione in aziende più moderne.

Le masserie passarono a un massaro, che provvedeva alle coltivazioni e assoldava lavoratori fissi e stagionali. Un mastro massaro controllava poi su scala provinciale le attività dei diversi massari. In epoca angioina il mastro massaro divenne un appaltatore. Egli anticipava al re una somma complessiva per tutte le masserie, intascando l’eventuale differenza fra quella somma e il ricavo effettivo tratto da esse. Con gli Aragonesi e con l’espansione della pastorizia da essi incoraggiata, il sistema delle masserie assunse nuove caratteristiche.

Le “masserie di pecore”, dove si praticava l’allevamento, erano gestite dagli affittuari delle terre regie del Tavoliere. Le “masserie di campo”, adibite alla coltivazione dei cereali, erano perlopiù proprietà di un feudatario e venivano condotte da un massaro. Nel XIX secolo, abolita la feudalità e divenuti proprietari i borghesi al posto dei nobili, le masserie cominciarono a trasformarsi in aziende più moderne, dotandosi di ulteriori strutture di supporto dell’attività agricola.

Poiché i nuovi proprietari seguivano spesso di persona i lavori dei campi, vecchie masserie vennero ristrutturate o ne vennero costruite di nuove, simili a ville, per rendere il soggiorno più confortevole. Con la riforma agraria nel 1950, che ha tolto molti latifondi ai grandi proprietari per distribuire la terra ai piccoli coltivatori, le masserie sono ritornate nelle mani dei contadini oppure hanno perso le loro funzioni produttive, trasformandosi in residenze per le vacanze estive o in aziende agrituristiche.

In foto l’attuale Masseria Zanzara.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *