
Double di Vasco al San Nicola di Bari: la Puglia apre le braccia al suo Komandante
a cura di Alessio Peluso
“Quell’atmosfera di festa che ho dentro lo stomaco…” Recitava così uno dei versi più celebri di Vasco Rossi “Lo show” dedicata ai suoi fan e alle sensazioni che si provano dal palco davanti a un muro umano prostrato ai tuoi piedi. E come un rito laico, una magia che si rinnova perpetua ormai da quasi 50 anni il suo popolo è lì, ai suoi piedi. Il San Nicola di Bari è l’impianto scelto per la double di Vasco del 18 e 19 giugno 2026. E da ogni parte del Salento, della Puglia e d’Italia un fiume in piena, una processione di anime verso la meta.
Il sole picchia come un martello da fabbro, il cielo è senza nuvole e si prepara celestialmente al grande evento. Le mura del San Nicola potessero parlare, racconterebbero ogni passo, le maglie come un marchio sulla pelle, le bandane legate sulle braccia e sulla testa per sentirsi più vicini al Komandante. Non c’è una gerarchia, una prevalenza anagrafica: si vedono piccoli con cartelloni e striscioni, nuove generazioni che nella zona prato soffrono le pene dell’inferno dovute al clima arido, ma resistono. Donne in dolce attesa con una scritta diventata virale: “Prima Vasco, poi nasco”. E chi ha già varcato la quota dei 40 anni, lo spettacolo andato in scena è manna dal cielo. E’ un excursus nel repertorio degli anni ’80 – ’90.
La lunga attesa termina alle 20:45. Puntuali come un orologio svizzero si accendono i mega palchi, il sound è pronto ad esplodere e Vasco Rossi con la sua band salta fuori. Su “Vado al massimo” in molti hanno già perso la loro voce ed anche le coronarie. L’inizio è un’esplosione di rock – punk e nostalgia da stendere un toro! Si prosegue sulla scia di “Ormai è tardi” e “Fegato, fegato spappolato”. Poi si placano gli animi e dal cilindro vien fuori “Una nuova canzone per lei”. Grande protagonista dello spettacolo è l’album “C’è chi dice no” dal quale vengono proposte “Ciao” e anche “Lunedì”.
Double di Vasco con all’orizzonte i 10 concerti a Roma per il giugno 2027.
Vasco non parla moltissimo, ma lo fa in musica sulla situazione mondiale di continua tensione con un “(per quello che ho da fare) Faccio il militare” che riporta indietro alle origini. Il testo riletto oggi sa quasi di profezia… Si va verso il finale dove il tripudio e l’urlo di “Stupendo” aprono le porte a “Rewind” e lì il mondo maschile e femminile collimano e per ragioni differenti vanno in delirio. E per chiudere il cerchio “Vita spericolata” (piano e voce), “Canzone” in versione integrale ed “Albachiara” concludono una giornata dove le emozioni sono volate via verso il meraviglioso spicchio di luna che assieme alle stelle di Giove e Venere gustavano dall’alto lo straordinario muro del suono.

Stasera si replica, perchè il double di Vasco ha concluso il primo tempo. Ma nemmeno il tempo di assorbire le “Sensazioni forti” che nella giornata di ieri è stato annunciato il Giubileo di Vasco per i 50 anni di carriera a Roma: 6, 7, 10, 11, 15, 16, 19, 20, 24 e 25 giugno allo Stadio Olimpico nel 2027. Dal 10 luglio la vendita dei biglietti per rivivere ancora una nuova “Albachiara”.
