Panificio Tarantino a Porto Cesareo: maestri del pane di generazione in generazione
a cura di Raffaele Colelli
Il pane: l’alimento principale per eccellenza. Grazie ai suoi ingredienti semplici e naturali, ricavati direttamente dalla generosità di madre natura, ha avuto il merito di nutrire intere generazioni, a partire dai popoli dell’antico Egitto. Nonché, fin dai tempi della venuta di Gesù e nella Bibbia gli si dava un valore mistico, rituale e metaforico come “Corpo di Cristo”. Mettendo da parte la storia non esiste un prodotto gastronomico al mondo più buono del pane, genuino e fragrante, tanto quanto al suo proverbiale profumo, capace di farci sentire a casa ovunque noi siamo.
Nel trascorrere degli anni e ancor più dei secoli mani esperte ne hanno saputo modificare le forme, gli ingredienti e i sapori divenendo, a oggi, una vera e propria arte, per di più conosciuta come “Arte bianca”. Per la quale da sempre e per lunghi decenni i fratelli Tarantino hanno sapientemente saputo far valere le loro capacità di formidabili maestri panificatori e orgoglio della nostra comunità. Antonio che purtroppo non è più tra noi e Cosimo (Mimino), 85 enne scomparso nel marzo 2025.
Grazie a un programmato appuntamento telefonico fissato alcuni giorni prima con Irene, una delle nipoti di Cosimo che per l’occasione ha rivestito il ruolo di gancio, mi ritrovo nel salone buono della sua bellissima abitazione, in compagnia di sua moglie Maria. Vengo accolto insieme a un largo sorriso e prendo posizione nella poltrona accanto a loro. Con estrema lucidità inizia a raccontarmi la storia e le origini dell’attività in questione e di conseguenza della sua bellissima famiglia.
I ricordi sono perfetti e ben definiti, mancanti di qualsiasi sbavatura. Era il 1942 e in piena Seconda Guerra Mondiale quando il padre Alfonso Tarantino decide di abbandonare per sempre la masseria di “Donna Domenica” dove insieme al fratello portava avanti un’attività di pastorizia e trasferirsi insieme alla sua famiglia sul territorio Porto Cesareo, distante pochi chilometri. E qui, in una traversa del paese, alle spalle dell’odierna pizzeria da Antimo, installa un rudimentale forno a legna.

Panificio Tarantino a Porto Cesareo: il premio Mercurio d’Oro negli anni ’80.
Antonio e Cosimo erano fratelli, il primo all’epoca aveva quattro anni, mentre Cosimo ne aveva solo due. E a sei suo padre Alfonso pensò bene di costruirgli una carretta di legno con la quale aveva il compito di prelevare dalle abitazioni private e da chi ne facesse richiesta, forme di pane grandi come ruote impastate dalle mani callose di anziane donne, per poi trasportarle fino al proprio forno e una volta cotte, riconsegnarle alle legittime proprietarie.
Al piccolo Cosimo non piaceva assolutamente il ruolo di trasportatore. Era molto timido, e per questo provava una gran vergogna a entrare nelle case della gente. Successe, allora, che suo padre pur di riportarlo alla ragione lo mise in punizione. La lezione diede ben presto i suoi frutti. Da allora la passione, l’amore e la voglia per quel lavoro, che poi divenne il mestiere della vita, fu davvero incommensurabile. Nel 1975 e dopo ben 33 anni, Antonio e Cosimo ormai maritati, decisero di passare dal forno a legna a quello meccanico per poter soddisfare la richiesta sempre più crescente. Perciò si trasferiscono in via Cilea n.4 a pochi passi dalla scuola dell’infanzia gestita dalle suore.
Ancora con gli anni e per via di una domanda estremamente esigente decisero di programmare l’ennesimo trasferimento, questa volta sempre in via Cilea, ma al civico n. 8. I locali molto più ampi, avrebbero permesso una produzione migliore sia in qualità che in quantità. Sostituirono i forni meccanici con quelli a telaio più comodi e veloci, i quali permisero di raggiungere una lavorazione di ben 250 quintali di farina al mese.
Tant’è vero che i loro sforzi vennero premiati tramite il “Mercurio D’Oro”, la famosissima statuetta con l’effigie del Dio alato che dava il giusto riconoscimento a tutte quelle piccole, medie, e grandi imprese capaci di distinguersi con benemerenza nello specifico settore di appartenenza. Siamo nel 1983, le rispettive famiglie di Antonio e Cosimo crescono e con loro le divergenze lavorative diventano contrarie, differenti e insormontabili, così inevitabilmente si arriva alla rottura.

Il passaggio di consegne ai tre figli e il rinnovamento degli anni 2000.
Antonio e la sua famiglia restano nei locali del civico n.4, Cosimo, non si perde d’animo, prende moglie e figli e fa ritorno nella prima struttura e quindi al civico n.8 dove non gli resta che riattivare il vecchio forno. Passano un paio di anni e coraggiosamente il capofamiglia decide che è giunto il tempo di ampliare il laboratorio, rinnovare il negozio e sostituire l’intera l’attrezzatura ormai logora con una molto più moderna ed efficace.
Il costante impegno di Cosimo e della sua famiglia fatto da semplici ingredienti come passione, onestà e dedizione producono ben presto importanti risultati sia a livello economico che di personale. Così a Roma e alla presenza di autorevoli personaggi della politica e del terziario, ricevette a ragion veduta, la prestigiosa onorificenza di “Cavaliere del Lavoro”. E non ebbe alcun dubbio nel momento in cui decise di trasmettere l’intero suo sapere di mastro panificatore ai suoi tre figli. Antichi segreti del mestiere, addirittura sconosciuti ai tanti dimostratori panificatori professionisti, che con gli anni e cadenzatamente gli facevano visita per gli aggiornamenti di reparto.
Successe quindi che Ivan, l’unico figlio maschio, Silvia, l’attuale Sindaca del nostro comune e Anna che purtroppo è andata via precocemente lasciando in ognuno di loro, e non solo, un vuoto incolmabile, prendono per mano le sorti del panificio. Così nel 2004 rimodernano secondo le esigenze del tempo. Mettono a frutto le loro esperienze e gusti, riservando un occhio particolare al punto vendita, dove il graduale inserimento delle rispettive figlie (e qui siamo alla terza generazione), aggiunge un ulteriore vantaggio e apporta nuova linfa.
Ma non solo, merceologicamente ampliano l’offerta dei prodotti. La panificazione allarga drasticamente la scelta rendendola estremamente qualitativa. Al fianco di pane di qualsivoglia tipologia di farina, pagnotte, focacce, baghette, pucce e prodotti tipici, si possono trovare proposte di pasticceria come il famoso pasticciotto salentino, o lo strudel di mele oppure i buonissimi mostaccioli. Ma anche primi e secondi piatti di parmigiane, lasagne e sformati di patate, la famosa tajeddra, finocchi gratinati al forno, pasta al forno con patate e mozzarella.
E ancora zuppe di varie specie, ai cereali, ai legumi e alle verdure. Grandi quantità di orecchiette e pasta ncannulata sono esposte in ampie ceste di vimini, per non citare la prestigiosa produzione imbustata e personalizzata di taralli, biscotti, frise ecc. Anni di intensi sacrifici hanno fatto sì che l’antico e prestigioso panificio e biscottificio Tarantino a Porto Cesareo, divenisse una delle realtà commerciali più prestigiose.
Grazie soprattutto a una mirata programmazione di marketing, a un lungimirante percorso di ricerca e sviluppo che ha permesso di fondere tradizione e innovazione. Tramite una costante lavorazione non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, riescono a soddisfare i palati dei cittadini e dei tanti turisti stagionali. Non resta che ringraziare la famiglia Tarantino che ci permette ancora di respirare quel magico profumo primordiale che solo “Il Profumo del Pane “ è in grado di regalarci. Dono che ha saputo trasferire ai suoi figli, Ivan, Sandra, Silvia e Anna che molto presto e ancora giovane, è volata in cielo tra le braccia del Signore.

