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Famiglia Colelli a Porto Cesareo: primi insediamenti e vicissitudini

a cura di Salvatore Muci

Nelle fonti d’archivio con frequenza rinveniamo informazioni riguardanti la nostra storia locale (oltre quelle che riguardano i nostri beni culturali), come quelle sulle famiglie. Con la loro presenza da secoli sul territorio, hanno abitato la nostra Porto Cesareo. Una di queste è quella dei Colelli.

Un documento significativo di tal testimonianza è in un registro degli atti di matrimonio del 1843, conservato nell’archivio storico del comune di Leverano. Vi è scritto che Giuseppe Maria Salvatore Colelli di Luigi e Leonarda Tramacere (n. 8/11/1795), sarto, vedovo e domiciliato in Leverano nel suddetto anno, come risulta dal documento, si coniugò l’11 febbraio nella chiesa madre leveranese, con Damiana Vincenza Catapane, domiciliata ivi, sulla strada longa, figlia di marinari tarantini, che in quel tempo stanziavano con le loro barche nella spiaggia di Cesaria. Inoltre avevano stabilito contemporaneamente la loro presenza anche nella vicina Leverano.

Dal documento si capisce che la famiglia è originaria di Caprarica di Lecce e che nell’800 s’era spostata sino a Leverano. Notizie a tal proposito le riveniamo nella documentazione del notaio Francesco Cazzella di Lequile (aa 1831/53) e in alcuni rogiti di notar Rocco Patera da Leverano. La famiglia giunse e si stabilì per sempre in Cesarea dalla vicina località tra il 1870 – ’80, insieme ad altri leveranesi d’estrazione artigiana, che praticavano per vivere il doppio mestiere.

Riguardo la famiglia cui scrivo, prima quello del sarto e in seguito l’arte marinara, come fu per Andrea Giuseppe (n. 10/10/1851) in Leverano, coniugato ivi il 23/12/1886 con Caterina Tarantino di Giuseppe Vito e deceduto il 25/3/1942 all’età di 94 anni in Torre Cesarea, il quale in più documenti in Leverano risultava sarto, mentre in quelli su Cesaria, marinaro.

Famiglia Colelli a Porto Cesareo

Famiglia Colelli a Porto Cesareo: chiamata alle armi e prezioso ritrovamento.

Egli insieme alla propria consorte e figli, nel periodo seguente alla Prima Guerra Mondiale, dimorava nel casotto esistente sull’isola dello Scoglio, dove attualmente esiste un locale multifunzionale. In data 15 maggio 1918, fu celebrato da Don Liberato Demetrio (“Portus Cesari Vicarius Curatus”), il matrimonio d’un suo figlio, Angelo con Luigia Albano, alla presenza dei testimoni Saverio Saracino di Luigi e Francesco Peluso di Rocco.

Altri matrimoni nel periodo seguente vennero celebrati: in data 13 aprile 1924, una sua figlia Eugenia Incoronata fu portata in nozze da Luigi Ucini d’Avetrana. A entrambi purtroppo venne a mancare poco dopo la loro figlioletta Maria Addolorata Antonella. Il 25 dicembre 1925 un altro suo figlio Antonio Giuseppe, sposò Felicia Zecca di Rocco.

Giovani della famiglia Colelli, negli anni della Grande Guerra, ricevettero la cartolina di precetto per il servizio militare, per partire e combattere sul fronte. Tra questi capitò Liberato Raffaele (n. 20/3/1895) in Leverano, di Leonardo Giuseppe Francesco ed Elvira D’Amanzo. Lo stesso Raffaele, una decina d’anni dopo, insieme al fratello Cosimo Francesco Eupremio (Chicco), rinvennero nelle reti, nelle acque a largo dell’isola della Malva, una statuetta del dio egizio Thot, d’immenso valore storico.

Col passar degli anni la famiglia ha proseguito la propria vita sociale in Porto Cesareo, nello svolgimento di nuovi mestieri. Ad esempio la vendita di pesce, presso un locale – pescheria, vicino al bar Miramare, oltre alla ristorazione. Quest’ultima attività fu portata avanti dai fratelli Colelli, quando dal 1980 aprirono un noto ristorante, ove prima c’era una loro sala cinematografica, sulla via Muratori – Riviera di Ponente, il Grand’Italia.

Famiglia Colelli a Porto Cesareo: nella prima immagine Francesco (Chicco) Colelli, nella seconda Antonio (Ntunucciu) Colelli.

Un pensiero su “Famiglia Colelli a Porto Cesareo: primi insediamenti e vicissitudini

  • Complimenti per quello che fate , le nostre radici, la nostra storia così come i nostri usi e costumi e tradizioni, sono importanti per i nostri giovani ma anche per chi vuol conoscere i nostri territori, che spesso sono riconosciuti come luoghi turistici ma senza importanza storico culturale.

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