Pietro Latino, il maestro d’ascia e costruttore di barche a Porto Cesareo
a cura di Salvatore Muci
Pietro Latino è discendente da una famiglia di artigiani proveniente dagli anni ’20 e forse prima, dalla lontana Poggiardo. Si stabilirono definitivamente a Torre Cesarea, solo negli anni ’30, quando suo padre, Giuseppe Antonio del fu Francesco, carpentiere d’arte, prese in sposa il 19 luglio 1930, Cosimina Spagnolo, nativa di Campi Salentina (LE), figlia di Pantaleone ed Emilia Rizzello. È stato lui nella marina di Cesarea ad intraprendere l’industria per la fabbricazione di barche da pesca (maestri d’ascia), ereditata e dopo eseguita dai più giovani della famiglia.
Ad essere il principale erede di tale maestranza è stato il figlio Pietro, nato in Nardò il 21 aprile del 1945. Era uno dei sei figli maschi, gli altri erano Ciccio, Uccio, Vincenzo, Pompilio e Gigi. Aveva anche cinque sorelle, Livia, Ada, Maria, Lauretta e Leonora. Pietro ha portato in matrimonio Celeste Peluso di Nicola Salvatore e Filomena Cesarea Indirli. La sua officina era sita in via Ludovico Ariosto. Il legno che serviva per la costruzione delle barche, lo poggiava fuori dalla suddetta bottega, che quando serviva lo spostava verso Riviera di Ponente, dove lui cominciava a dargli un aspetto di barca, lavorando fino ad ultimarla.

Tra le sue passioni il calcio, militando anche nella squadra locale.
Dapprima cominciò con le piccole barche, i cosiddetti skii (barche di piccole dimensioni), dopo con navigli di poco più grandi, dove si poteva immettere un motore, con una forza media di 10 cavalli. O stessi tipi di imbarcazione adatte al remaggio, dove si potevano immettere ed usare i remi. Inizialmente fu molto coadiuvato dal padre sino alla sua morte, dopo continuò in autonomia.
Pietro Latino negli anni ’60, ma già da ragazzo aveva la passione per il calcio, come anche due dei suoi fratelli Ciccio e Gigi. Militò in più squadre, soprattutto ad Avetrana, Veglie e a Porto Cesareo, dove venne soprannominato ruspa, per la sua grande velocità. Il suo ruolo era ala – incontrista, un giocatore di grande personalità e punto di riferimento nel campo, che realizzava anche tanti goal. Nel suo paese natio ha militato nella squadra di calcio locale dal 1968 al 1972. È venuto a mancare lo scorso 21 novembre 2025.

