Giubileo Giovani 2025 a Tor Vergata, Porto Cesareo c’era: le emozioni dei cesarini presenti
a cura di Aurora Paladini
Un milione di persone, un milione di giovani per il Giubileo dei Giovani 2025 a Tor Vergata. Un milione di storie da ogni angolo di mondo, di vite in costruzione. Dall’Italia al Giappone, dalle Filippine a Puerto Rico, dalla Corea del Sud al Gambia, dalla Siria al Brasile, dal Libano al Messico. Dalla nostra Porto Cesareo siamo partiti in quattro, insieme ad altri giovani della nostra diocesi, zaino in spalla e pronti a peregrinare verso Tor Vergata. E’ lo stesso luogo che 25 anni fa ha accolto milioni di giovani in occasione del Giubileo del 2000. Per quest’occasione non semplici pellegrini, ma “Pellegrini di speranza” proprio come il tema trattato, radicati nella fede e nella Parola, in Illo uno unum (in Colui che è Uno, siamo uno).
Essere lì e realizzare di condividere un’esperienza profonda con un milione di giovani provenienti da 146 paesi, in un tripudio giubilante di lingue, colori, bandiere, uniti e radicati nella fede e nella parola, ha destato in noi stupore e meraviglia. Nelle parole del Papa ci siamo rispecchiati come giovani in cammino. La ricerca profonda di senso, l’amicizia come via per la pace, il coraggio di compiere delle scelte in piena libertà, nella certezza che sono le scelte forti e piene di significato a esprimere il dono di noi stessi “libero e liberante che ci rende felici” per vivere “un’esistenza che si rigenera continuamente nel dono e nell’amore”.

Ecco che questo immenso incontro, con l’altro e l’Altro, diventa parte del nostro viaggio umano, personale e spirituale. In una spianata che, all’apparenza, di sacro sembra non avere nulla, in realtà di sacro ha ogni piccola cosa. Ogni risata, ogni sorriso, ogni canto, ogni abbraccio, ogni parola scambiata, l’attesa nella notte, il silenzio nella contemplazione. Le parole preghiera e speranza non hanno più bisogno di spiegazioni quando, guardandoti intorno, le puoi leggere nel silenzio assordante di un milione di giovani.
Tutti con lo sguardo fisso su di Lui, aprono il cuore a qualcosa di più grande, al desiderio di fare nella vita qualcosa di grande per noi e per l’umanità. Aspirando alla pienezza che nasce quando accogliamo e facciamo “crescere in noi sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, di perdono, di pace, come quelli di Cristo”. Torniamo a casa grati per tutto quello che abbiamo vissuto e condiviso, con una stanchezza che però alleggerisce e non pesa. Quella che senti quando hai il cuore pieno.
Giubileo dei giovani 2025: le testimonianze dei giovani cesarini presenti.
“Trovarmi lì assieme a un milione di giovani provenienti da ogni parte del mondo è stato emozionante. Culture diverse, lingue diverse ma un’unica grande fede che ci univa. Il momento che mi porterò nel cuore è stato quando ho avuto il Papa a pochi metri da me. Ho avuto i brividi in quei giorni pieni di attesa ed emozioni, ho sentito qualcosa di davvero profondo. È un’esperienza che mi ha aperto la mente e il cuore, e che porterò con me per sempre come una luce per il futuro!” – Noemi Coroneo.
“Questo silenzio assordante e tutto questo “chiasso che ha sentito Roma” (cit. Giovanni Paolo II), il cuore dei giovani che trova gioia in Cristo nella veglia e quella gioia si trasforma in danza!” – Gabriele Polimeno (Presidente Azione Cattolica Porto Cesareo).
“L’esperienza del Giubileo mi ha fatto sentire come un uccellino che dopo aver perso di vista il suo stormo riesce a ritrovarlo e a ritrovare la sua via. Ci si lamenta spesso della poca partecipazione dei giovani in chiesa, ma la presenza di così tanti fedeli venuti da ogni parte del mondo per abbracciare Gesù e il nuovo Papa, ci fa capire che non siamo mai soli, che l’amore di Dio vince sempre. La Chiesa è viva, Gesù è vivo in noi e la sua parola non tarderà a diffondersi in un messaggio di speranza. La notte ho alzato la testa e ho contato le stelle, e mi sono sembrate più numerose che mai!” – Luigi Francesco Fanizza.

