Sant’Antonio da Padova: le sue Reliquie arrivano a Veglie il 14 maggio
a cura di Alessio Peluso – Immagine di copertina durante la processione a Padova
Momento importante per i fedeli e in particolare per Veglie. Infatti mercoledì 14 maggio dalle 16:00 con ritrovo in Piazza Umberto I arriveranno le Reliquie di Sant’Antonio, direttamente da Padova. Dopo il saluto delle autorità religiose e civili, seguirà la processione con destinazione Chiesa Madonna di Lourdes dove sosteranno le preziose Reliquie. Dalle 19:00 poi celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Giovanni Intini, Arcivescovo di Brindisi – Ostuni.
Tra gli altri appuntamenti nei giorni a seguire, sabato 17 maggio dalle 20:00 veglia di preghiera. Domenica 18 maggio invece, giorno di chiusura dell’evento, alle 17:00 con la proiezione del film “Antonio, guerriero di Dio” nel salone parrocchiale. Infine dalle 19:30 breve processione, fuochi pirotecnici e rientro in chiesa per la benedizione del pane.
La vita di Sant’Antonio da Padova: tra preghiera e studio della Sacra Scrittura.
Sant’Antonio nacque a Lisbona nel Portogallo, il 15 agosto 1195. Suo padre fu Martino dei Buglioni, sua madre Maria di Taveira, entrambi di stirpe nobilissima, ma soprattutto devoti. Al battesimo fu chiamato Ferdinando. Educato dalla madre, fu poi affidato ai canonici della Cattedrale di Lisbona, coi quali progredì nella fede e iniziò a studiare.
A 15 anni si ritirò dal mondo presso i Canonici regolari di Sant’Antonio, ma per sfuggire alle insistenze degli amici che lo volevano fuori dalla vita religiosa, chiese ed ottenne il trasferimento a Coimbra. Divideva il suo tempo tra preghiera e studio, in particolare della Sacra Scrittura. Dopo aver visto le reliquie dei francescani che operavano nell’ordine di San Francesco, da poco istituito, cominciò a desiderare di farne parte. Così nel 1221 vi entrò e da Ferdinando decise di chiamarsi Antonio, nome sacro al convento.
Sempre umile cercava di nascondere i suoi talenti fino all’età di 26 anni, quando per la prima volta si trovò a dover parlare in una riunione religiosa a Forlì. Tutti rimasero colpiti dalle sue celesti e sapienti parole, tanto che lo stesso San Francesco lo inviò a Vercelli per studiare teologia e poi in giro per l’Italia ad insegnare, tra cui la città di Padova.
Sant’Antonio da Padova, sorprendente predicatore.
Ma egli sentiva nella predicazione la sua grande vocazione. Ad esempio nel 1227 a Roma predicò a gente di lingue e nazioni diverse, proprio come nel giorno di Pentecoste per gli apostoli. Papa Gregorio IX commosso, lo salutò col titolo di Arca del Testamento. La serie di miracoli è lunghissima sia da vivo che da morto, con i fedeli che gli attribuirono il titolo di Santo dei Miracoli.
Dopo Francia e Italia si ritirò sul monte Alvernia, dove San Francesco ebbe le stimmate. Poi, ispirato da Dio, Sant’Antonio tornò a Padova sentendo il richiamo dell’ultima ora e lì vi scrisse i Sermoni. Morì il 13 giugno 1231 a 36 anni, giorno in cui viene celebrato.
Fa eccezione a questa data nel Salento la cittadina di Monteroni di Lecce del quale è Patrono: infatti nel XVI secolo, giugno per i contadini rappresentava il momento della mietitura. Per questa ragione i festeggiamenti furono posticipati alla seconda domenica d’agosto.

