ARTE & SALENTO

Museo di Biologia Marina a Porto Cesareo: come viaggiare nella bellezza e profondità del mare

a cura di Raffaele Colelli

Nel lontano 1966 grazie alla volontà del suo fondatore, il naturalista Prof. Pietro Parenzan, si programmò il Museo di Biologia Marina. Un sito di rilevata importanza nell’ambito di una biodiversità tra le più significative d’Europa. Una ricchezza biologica che rende unico il nostro Paese e in modo particolare i preziosi fondali salentini. Il museo ha sede a Porto Cesareo, in via Vespucci 13. Per molti anni era stato ubicato in via Russo a pochi metri da una delle spiagge turistiche del paese.

Saliti i primi scalini ci si addentra in un ambiente unico e originale che grazie alla tinteggiatura delle sue pareti e ai reperti esposti nelle apposite teche sembra introdurci nelle profondità del nostro incantevole mare. Subito ci si inoltra in diverse quantità di fauna, mentre la fedele ricostruzione di una gigantesca foca monaca ci dà il benvenuto. Ma l’attenzione cade su un’ampia parete della prima sala dove sembra arrampicarsi, come un grosso ragno, l’imponente e bellissima tartaruga Liuto pescata nel 1960 nei fondali dei nostri mari. Essa è diventata il simbolo incontrastato del museo stesso, oltre a suscitare l’attrazione principale dei visitatori che affollano, in modo particolare nella stagione estiva, i vari padiglioni.

In tutto si ammirano ben novecento esemplari esposti. Fanno parte di un’importante e notevole collezione originaria rappresentata da animali marini tra vertebrati e invertebrati. Tra questi spiccano il colore sgargiante delle stelle marine di ogni forma o misura, oppure le innumerevoli alghe tondeggianti o ancora quelle filiformi che ricordano vagamente le mani nodose di una strega.

Tra le ultime novità “La sala della Pesca” dedicata ai pescatori cesarini.

Nella sala frontale colorata totalmente di blu si ha la sensazione, una volta entrati, di essere immersi negli abissi profondi del mare. In alto, sospeso per aria, appare la minacciosa sagoma di uno squalo elefante dall’enorme bocca spalancata, pescato nelle acque di Porto Cesareo. Ne è stata fatto un modello molto simile all’originario e che risulta il pesce più grosso che vive nel mar Mediterraneo.

Negli anni successivi si è aggiunto un ulteriore padiglione denominato “La Sala della Pesca” dedicata ai nostri pescatori e realizzato grazie al loro impegno e al prezioso sapere trascritto in caratteri cubitali nei numerosi pannelli collocati sulle pareti. Lì vi sono esposte diverse antiche attrezzature da pesca e alcuni specie di pesci che transitano nelle nostre acque. Non posso che consigliarvi di visitare il museo di biologia marina! Sarà un indimenticabile viaggio in fondo al mare, occasione per conoscere il nostro passato e meravigliarci di quanta bellezza che da sempre ci circonda, che ignari non conoscevamo.

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