
Nonna Aurelia Minerba 1932 – 2016: i suoi scritti sulla Porto Cesareo di un tempo
a cura di Alessio Peluso
Aurelia Minerba Zelinda, meglio conosciuta come nonna Aurelia, nell’aprile 2016 scrisse una sua testimonianza, mista a ricordi della Porto Cesareo del suo tempo negli anni ‘60. A distanza di dieci anni riportiamo quanto da lei scritto sulla nostra testata, con l’ausilio di alcuni cognomi (nell’originale mancanti) e note integrative per aiutare il lettore ad orientarsi geograficamente sul territorio. Aurelia nasce a Nardò il 15 novembre 1932 e ci lascia il 26 luglio 2016 a 83 anni.
“Ricordo la strada che portava al vecchio forno (1). La prima persona che abitava sulla destra si chiamava Michelina Alemanno (2), di fronte a questa abitava Felicetta Zecca che, avendo una famiglia numerosa, era sempre indaffarata. In fondo ad un piccolo corridoio c’era la casa di una simpatica vecchietta di nome Carmina Gaballo, la quale andava in giro elemosinando un po’ d’olio per la lampada della nostra chiesetta.
Ricordo anche che lungo la strada abitavano Cosimina, anch’essa con una famiglia di considerevoli dimensioni e “Mescia” Rafela (3), una donna molto discreta. Proseguendo lungo la strada si incontrava l’abitazione di Ronza Colelli che, ogni anno, allestiva il falò in onore di Sant’Antonio Abate, poiché era una gran devota di questo, inoltre, essendo essa un’ostetrica volontaria, sentiva il primo respiro di tutti i bambini che nascevano; di fronte a questa abitava Vincenzino (4) che con i suoi scherzi teneva allegro tutto il paese.

Un tantino più avanti abitavano Rosaria, Carmina, Donata Muci e un’altra Rosaria che, cantando in chiesa faceva tremare i muri. In un altro piccolo corridoio abitavano Natalizia e Consiglia Presicce. Andando più avanti si trovava la casa di Regina Paladini che, per la sua bellezza, assomigliava davvero ad una regina con delle figlie stupende che le facevano da corona. All’angolo c’era la dimora di ‘Nzina, la cui madre, Concetta Peluso, faceva ridere tutti con le sue barzellette.
Arrivati al forno si poteva trovare Alfonso Tarantino, grande lavoratore, e sua moglie; più avanti si poteva trovare ‘Nzina, anch’essa una brava persona, Rafilucciu e Cristina, anche lei grande lavoratrice, Peppa e Peppu, ‘Ncetta che contendeva con Regina il primato delle figlie belle. All’ultimo angolo abitava una piccola ragazza di nome Donata, sempre allegra; finita la strada, in un piccolo corridoio c’era la casa di Antonietta che, pur essendo magra come una sardina, aveva una famiglia numerosa. Fino a qualche anno fa in quella strada, abitava un’altra famiglia: era la famiglia Di Gesù.
Note integrative sugli scritti di Nonna Aurelia.
1 Era situato in via Cilea di proprietà della famiglia Tarantino
2 Michelina Alemanno abitava in via Manzoni, dopo aver superato l’incrocio con via Monti.
3 Raffaella Marzano, originaria di Leverano
4 Vincenzo Muci, marito di Raffaella Marzano.
