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Monumento del Calvario a Porto Cesareo, segno dei Padri Passionisti

La visita avvenne sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Rimasero nel nostro territorio per tutto il periodo estivo.

a cura di Salvatore Muci

Quando ormai la II Guerra Mondiale volgeva al termine e tutto il Salento era sotto il controllo delle forze alleate, nell’anno 1945 a Torre Cesarea giunsero i Padri Passionisti. Si fermarono nella marina neretina per quasi tutta l’estate. Furono ospitati nelle migliori condizioni dalla gente del posto nelle loro abitazioni, sia nel riposo che nella mensa.

Allora la nostra località non era estesa in abitazioni sparse: si allungava dalla torre a quasi tutto l’attuale corso Garibaldi, anche se nei pressi del mare vi erano ancora delle baracche. Là erano ancorate tutte le barche a remi e a vela degli uomini del posto, lunghe non più di 8 – 10 metri. Nel detto contesto giunsero i frati a narrare la passione e morte di Gesù.

La guida spirituale di allora era il copertinese Don Cosimo Mele, che da tempo aveva sostituito il neretino Don Giuseppe De Benedictis. Della loro permanenza a Torre Cesarea si ricorda d’una lunga processione con folto numero di fedeli locali e non solo, e nella pubblica celebrazione i Passionisti portavano sulle loro spalle le cinque croci: una più grande, due meno e due più piccole.

Ecco come era strutturato il Monumento del Calvario issato a Porto Cesareo.

E a ricordo di quella visita avvenuta in estate, si edificò proprio davanti alla chiesetta di Porto Cesareo il Monumento del Calvario. Era a forma rettangolare, verticale in alto, con tre basi di diversa e media estensione e grandezza; alla sommità un lastrone di doppio marmo, con cinque croci incastrate. Il monumento si pose proprio dinanzi al vano che un tempo era il tempio dedicato a Santa Maria de Cesaria.

I Padri Passionisti andarono via da Torre Cesarea per Santa Maria al Bagno, accompagnati con un’imbarcazione a vela di proprietà della famiglia D’Andria. Oggi tale ricordo marmoreo non c’è più, ma è rimasto lì fino alla metà degli anni ’70, precisamente il 1974.

Nei miei ricordi personali da ragazzo, negli anni ’60 – ’70, eravamo soliti sederci in gruppo sotto il Calvario, per passare il tempo insieme.

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