SANTO DEL MESE

Santi Acutis e Frassati: a Roma la loro proclamazione ufficiale

a cura di Alessio Peluso

Il Beato Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis li iscriviamo nell’Albo dei santi stabilendo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i santi“. Sono queste le parole pronunciate solennemente in latino, da Papa Leone XIV all’inizio della messa in una Piazza San Pietro gremita di fedeli. Poi le loro reliquie sono giunte sull’altare. Due Santi accomunati dallo stesso credo e dalla stessa forza della fede. Carlo Acutis è strettamente legato alla comunità di Porto Cesareo che da circa un anno venera la sua reliquia e lo onora attraverso l’oratorio per ragazzi istituito nel suo nome.

Egli nasce il 3 maggio 1991 da papà Andrea e mamma Antonia, una famiglia profondamente cristiana. Cresce come un ragazzo allegro e solare, ma soprattutto mite e comprensivo con i suoi coetanei. Il suo legame con l’Eucaristia che definirà autostrada per il cielo è imprescindibile. La sua vita si ferma a soli 15 anni stroncata nel 2006 da una leucemia fulminante. A canonizzarlo nel 2020 era stato il compianto Papa Francesco.

Le parole di Papa Prevost sui due giovani Santi.

Pier Giorgio Frassati, altro neo Santo di oggi da sempre ha rappresentato un modello per l’Azione Cattolica Italiana (anche quella che opera strettamente sul territorio), essendone pioniere. Nacque il 6 aprile 1901, figlio primogenito di Alfredo, fondatore del quotidiano “La Stampa”, e della pittrice Adelaide Ametis. Il contatto con la spiritualità ignaziana e la formazione impartita portarono il giovane Pier Giorgio a fare la comunione tutti i giorni. Amava il contatto diretto con gli ammalati e gli ultimi. Si ammalò nel 1925, accusando prima una forte emicrania, poi una fulminante meningite virale causata dalla poliomielite a soli 24 anni.

Significative alcune riflessioni pronunciate da Papa Prevost in mattinata. “I santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro. Ci incoraggiano con le loro parole: ‘Non io, ma Dio’, diceva Carlo. E Pier Giorgio: ‘Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine“.

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