
Luigi Orlando Team Manager Casarano calcio: “Cavalcata play off esaltante, l’obiettivo è mantenere la categoria”
a cura di Alessio Peluso
Ci sono storie che meritano uno spazio speciale, soprattutto quando un progetto prende il volo e supera ostacoli lontanamente immaginabili. Un po’ tutti abbiamo avuto il fiato sospeso seguendo il percorso del Casarano calcio arrivato ai play off da ottavo della classe, ma in grado di raggiungere i quarti di finale piegandosi solo davanti al più quotato Brescia. Ma in ogni percorso che si materializza sul terreno di gioco, tante sono le figure importanti che lavorano dietro le quinte svolgendo ruoli di raccordo e coordinamento. È il caso di Luigi Orlando, con origini divise tra Nardò e Porto Cesareo, classe 1992 e team manager di questa grande famiglia chiamata Casarano.
– Benvenuto Luigi e grazie di aver accettato il nostro invito. Non è la prima volta che ci ritroviamo faccia a faccia per un’intervista. Ma questa volta ha un valore diverso, parleremo di calcio professionistico e del tuo specialissimo percorso.
– Grazie a te Alessio, è un piacere ritrovarsi a discorrere di calcio e di Casarano. Un caro saluto a tutti i lettori.
– Benissimo Luigi, la carne al fuoco è veramente tanta ed allora è bene mettere ordine, partendo dalle origini: raccontaci di te e della tua famiglia, ma soprattutto come è sbocciato l’amore per il calcio?
– Sono un ragazzo che ama il calcio fin da quando ero bambino, una passione che mi è stata trasmessa da mio papà Giovanni. Sono cresciuto, come hai giustamente ricordato, tra Nardò e Porto Cesareo: la famiglia materna è originaria di Porto Cesareo, mentre quella paterna di Nardò. I miei primi ricordi legati al calcio sono proprio tra le strade di Porto Cesareo, soprattutto d’estate: le partite alla Villa Comunale, le interminabili “tedesche” con gli amici, momenti semplici, ma indimenticabili. Nel mondo del calcio invece, ho iniziato all’età di 8 – 9 anni facendo tutta la trafila del calcio giovanile nel Nardò Calcio fino ad arrivare alla categoria Juniores.
– A tutti i protagonisti delle nostre interviste oltre ai loro successi, sacrifici, chiediamo soprattutto la loro formazione professionale, perché i grandi traguardi non sono mai frutto della casualità. È un messaggio positivo che vogliamo lanciare ai più giovani.
– Mi ha sempre affascinato il lavoro dietro le quinte, capire cosa ci fosse dietro a quei 22 giocatori in campo che rincorrono il pallone. È da lì che è nata la mia scelta di intraprendere un percorso diverso, più gestionale e manageriale. Mi sono laureato in Diritto e Management dello Sport all’Università del Salento. Subito dopo, ho sostenuto l’esame di abilitazione come direttore sportivo a Coverciano per ampliare le mie competenze nel mondo del calcio.
Dopo l’abilitazione ho iniziato la mia carriera lavorativa nel Nardò Calcio, dove per due anni, in Serie D, mi sono diviso tra segreteria sportiva e ruolo di team manager. Poi, a luglio 2025, è arrivata la chiamata del Casarano, un’opportunità importante per la mia crescita. Ai più giovani può sembrare un messaggio scontato, ma quello che mi sento di dire è di inseguire sempre i propri sogni e porsi obiettivi chiari, soprattutto se si vuole entrare nel mondo del calcio.
E poi non bisogna mai sottovalutare l’importanza della formazione e dello studio: siamo tutti abituati a vedere i protagonisti in campo, ma dietro di loro c’è un intero mondo fatto di ruoli ben definiti, dove la competenza nasce proprio dallo studio.

Luigi Orlando: “La prima chiamata è arrivata a giugno 2025”.
– Arriviamo ad uno dei punti cruciali chiamato Casarano calcio: quando sono avvenuti i primi contatti con la società e quali erano le tue sensazioni mentre il sogno diventava realtà…
– La prima chiamata è arrivata a giugno 2025, subito dopo aver concluso la stagione con il Nardò. Ricordo che il direttore Obbiettivo mi contattò dicendomi che voleva affidarmi il ruolo di team manager del Casarano. Non ci ho pensato due volte, ho accettato immediatamente e mi sono messo subito al lavoro. Fin dal primo giorno ho trovato un ambiente straordinario, fatto di persone fantastiche. Dal presidente Filograna, una persona eccezionale, ai direttori Obbiettivo e Navone, al Mister Di Bari, fino a tutti coloro che lavorano quotidianamente all’interno di questa grande famiglia.
È proprio questo che mi ha colpito di più: la dedizione e la passione di ogni singola persona, tutte unite dallo stesso obiettivo, quello di far crescere il Casarano e portarlo sempre più in alto.
– Hai trovato un ambiente ricco di entusiasmo dopo la promozione in Lega Pro, ma fare così bene non era scontato. Molti appassionati conoscono le mansioni di un allenatore, di un direttore sportivo o preparatore atletico, ma molto meno sanno del ruolo del team manager da te brillantemente ricoperto. E allora ci racconti nel dettaglio in cosa consiste?
– Il team manager è una figura dirigenziale, riconosciuta come il “responsabile della squadra”. Lavora a stretto contatto con il direttore sportivo, direttore generale e segreteria. È colui che conosce a fondo tutte le dinamiche dello spogliatoio e che lavora dietro le quinte, occupandosi degli aspetti gestionali, organizzativi, burocratici e comunicativi di una società, mantenendo sempre equilibrio e visione d’insieme.
Nel concreto, il team manager gestisce tutte le problematiche organizzative e comportamentali legate alla squadra, ma anche tutta la parte logistica: dall’organizzazione delle trasferte, alla prenotazione di alberghi e strutture per la rifinitura pre – gara. Inoltre, coordina la pianificazione degli allenamenti settimanali seguendo le indicazioni dello staff tecnico.

“Emozioni incredibili”, Luigi Orlando commenta le imprese play off.
– La cavalcata play off è stata esaltante: dalla manita di Cosenza fino al corsaro 0 – 3 in casa del Renate a ribaltare il doppio svantaggio casalingo: quale è stato il vostro segreto e il match di regular season che vi ha fatto capire che questo gruppo poteva essere una mina vagante nella fase più calda della stagione?
– Può sembrare banale dirlo, ma a fare davvero la differenza è stato il gruppo: una “banda di matti”. La cavalcata nei playoff è stata esaltante! In quei quindici giorni abbiamo vissuto emozioni incredibili, cambiando stato d’animo ogni tre giorni. Superare Monopoli e Cosenza nella prima fase è stato qualcosa di straordinario. E poi i tifosi: vederli al rientro da ogni trasferta, anche alle tre di notte, oppure incontrarli per le strade a festeggiare, ha reso tutto ancora più speciale. Sono emozioni che resteranno per sempre dentro di noi.
Vi racconto un episodio che secondo me rappresenta perfettamente lo spirito di quel gruppo. Subito dopo la sconfitta per 0 – 2 in casa contro il Renate, in campo la delusione era tanta. Ma una volta entrati nello spogliatoio, nessuno aveva lo sguardo basso: eravamo tutti convinti di ribaltare il risultato dopo tre giorni. Non c’era una sola persona all’interno di quel gruppo che non credesse nella rimonta. E così è stato.
Inoltre ricevere i complimenti da molti addetti ai lavori per il gioco espresso e per l’organizzazione societaria è stato gratificante. Purtroppo, ai quarti contro il Brescia non siamo riusciti a completare l’impresa. Rimane comunque un percorso straordinario, che ci ha lasciato tanto, sotto ogni punto di vista.
– L’estate è iniziata, si stacca la spina, ma poi si riparte. Che Casarano devono attendersi i tifosi dopo l’esaltante stagione appena passata?
– Sarà un Casarano con lo stesso spirito della scorsa stagione: l’obiettivo principale resta quello di mantenere la categoria. Tuttavia, come abbiamo visto quest’anno, nulla vieta di sognare e provare ad andare oltre le aspettative. Noi, intanto, continuiamo a lavorare con impegno e determinazione per far crescere sempre di più la realtà Casarano, dentro e fuori dal campo.
– Grazie Luigi, di essere stato in nostra compagnia. L’augurio è che la tua crescita professionale vada di pari passo con l’ambizioso Casarano, sognando di accarezzare il palcoscenico della Serie B…
– Grazie a voi, è stato un piacere essere in vostra compagnia e vi ringrazio per l’ospitalità. La B? Sarebbe un sogno ad occhi aperti…
