La famiglia Scatigna, ricordando “Mesciu Roccu”, il fabbro di Porto Cesareo
a cura di Salvatore Muci
Nel suddetto scritto faccio riferimento a un ragazzo di Porto Cesareo, deceduto il 3 marzo 2026, un certo Rocco Scatigna, nato a Nardò il 29 maggio 1951. Una persona di cui narro le mie testimonianze visive a partire dagli anni ’60, quando frequentavo l’istituto delle nostre suore. La descrizione la comincio con un’introduzione o vicende della famiglia alla quale apparteneva. Famiglia proveniente dalla vicina Leverano, ma originaria di Copertino.
D’estrazione contadina, emigrarono sino al mare di Cesaria a fine ‘800, per conoscere e praticare l’arte della pesca con fiaccola e l’acetilene. Il primo fu Francesco coniugato con Maria Camisa, sempre di Copertino e il figlio Francesco Vincenzo, nato il 23 novembre 1867 a Copertino, coniugato nel 1900 con Maria Cesaria Salvatrice Rizzello, e deceduto a Torre Cesarea il 4 maggio 1940. Costui ebbe otto figli, cinque maschi e tre femmine, alle quali si attribuisce la devozione a Gesù Risorto, per il quale costruirono una statua in cartapesta che dalla domenica di Pasqua sino al giovedì dell’Ascensione, si soleva porre in alto, sull’altare maggiore della chiesa.
In seguito, tale statua fu posta sempre sull’altare della nostra storica chiesetta, sino alla domenica di Pentecoste. Uno dei suoi figli, Cosimo, nato il 27 ottobre 1913 e coniugato il 1° agosto 1940 con Alba Bianca Marzano da Leverano, praticava l’arte del pescatore insieme al padre, abituato da tempo a pescare in mare con l’acetilene. Inoltre con una barca più grande cominciarono a lavorare con reti da pesca, note come le schiavine.

La famiglia Scatigna: l’arte di “Mesciu Roccu Firraru”.
Costui aveva quattro donne e tre maschi. Giovanna coniugata a San Pancrazio Salentino (BR), Antonietta (moglie di Mesciu Pippi Ferraro), Brigida e Giulia; gli uomini invece erano Fernando e Luigi, entrambi pescatori, coadiuvati dal padre sulla barca. Infine Rocco Scatigna, che lavorava sin da bambino nelle varie officine di fabbro del paese. Negli anni ’60 lo si vedeva e lo si notava nell’officina posta in via Donizetti, (parallela alla strada di via Rossini, dove sono ubicate le scuole elementari) gestita da un certo Giuseppe Salamac (Mesciu Pippi), oggi purtroppo deceduto.
Rocco svolgeva il mestiere di fabbro soprattutto a domicilio, con lavori molto artigianali. Ha lavorato su Porto Cesareo ed anche in Arneo. Lui portò in matrimonio una brava donna di Copertino, Rosa Anna Zullino nata il 27 maggio 1949, dalla quale ha avuto due figli, Andrea e Fernando. Vivevano tutti insieme nel domicilio di via Respighi, 93 che in alcune occasioni usava anche come appoggio lavorativo. La suddetta casa è il domicilio paterno.
Foto di copertina con fratelli e sorelle della famiglia di Rocco Scatigna.

