
Arianna Greco racconta la sua originale arte enoica in giro per il mondo
a cura di Alessio Peluso
Estro e creatività, profumo ma anche sfumature di colore, il rosso in particolare. L’arte ha mille e forse più sfaccettature, alcune sono uniche, quasi irripetibili. Saper dipingere è uno straordinario dono, farlo con il vino, che da sempre assume svariati significati, da quello religioso ai momenti di spensieratezza, è ancor più affascinante. Arianna Greco, cesarina doc e classe 1980, ideatrice dell’arte enoica, è nostra gradita ospite nello spazio interviste del mese di ottobre per ECCLESIA Cesarina.
– Benvenuta Arianna Greco, è un grande onore averti come nostro ospite e poter raccontare la tua storia, per molti versi unica.
– Grazie a voi, ho accettato con piacere il vostro invito e sarà altrettanto divertente raccontare il mio percorso artistico.
– E allora immergiamoci. Il tuo nome, la tua arte è arcinota, ma noi come consuetudine partiamo dalle origini: raccontaci di te, della tua famiglia, di Porto Cesareo, degli anni della primissima giovinezza…
– Porto Cesareo per me non è semplicemente un luogo geografico. E’ una tavolozza di colori, di profumi e di luce che porto dentro ogni volta che mi metto davanti a una tela. Sono nata e cresciuta qui, in questa terra di Puglia baciata dal sole e circondata dal mare, dove la natura ha un ritmo antico e generoso. La mia famiglia ha rappresentato le fondamenta su cui ho costruito la mia sensibilità, pur trattandosi di un contesto del tutto “lontano” da questo mondo. Nella mia famiglia nessuno si è mai occupato d’arte, né tanto meno di vino.
Crescere qui significava però respirare una cultura fatta di autenticità, di accoglienza e di un profondo legame con le cose vere. Gli anni della mia primissima giovinezza sono stati un tempo di scoperta e di osservazione silenziosa. Ero una bambina curiosa, affascinata dai dettagli, dai tramonti che incendiavano la nostra costa e da quel paesaggio naturale straordinario che mi circondava.
Forse è stato proprio l’essere partita da “foglio bianco” rispetto all’arte e all’enologia a rendere la mia ricerca così istintiva e personale. Quando ho iniziato a dipingere usando il vino come pigmento, stavo in realtà traducendo in forma visiva una folgorazione tutta mia, nata da quel territorio e da quella bellezza che mi
avevano cresciuta, trasformando una suggestione della terra in un linguaggio artistico inedito.
– Poi tutto è svoltato nel 2012, con l’ideazione dell’arte enoica. Come è scoccata questa scintilla che ha cambiato il corso della tua vita?
– Il 2012 è stato l’anno dello spartiacque. Ma la scintilla vera e propria è scoccata poco prima, durante un viaggio in Turchia con alcuni produttori di vino. Ascoltandoli parlare continuamente dell’aspetto cromatico del vino, dei suoi riflessi e delle sue sfumature, ho avuto la folgorazione. La cosa curiosa è che in quel viaggio io non bevevo: lo guardavo semplicemente con gli occhi dell’artista.
Lì ho capito che quel colore così denso e vivo non doveva restare confinato nel calice, ma poteva diventare il pigmento per dipingere su tela. Quell’intuizione ha cambiato completamente la mia vita, dando vita all’arte enoica e unendo per sempre la mia visione artistica alla materia del vino.

La serie di riconoscimenti che ne certificano lo status nel tempo.
– Quando hai percepito che questa tua intuizione ti avrebbe portato lontano e soprattutto sarebbe diventata la tua arte coniugata al lavoro?
– A farmi capire che quell’intuizione aveva una forza straordinaria e che stava davvero cambiando tutto è stata la risposta del mondo esterno, arrivata in modo rapidissimo. Subito dopo aver iniziato a dipingere con il vino, infatti, sono stata contattata da diversi musei. E persino da Salvatore Ferragamo per una mia mostra personale di opere realizzate proprio utilizzando il vino, e in particolare il suo vino.
Quella conferma così prestigiosa e immediata mi ha fatto realizzare che l’arte enoica non era soltanto una sperimentazione personale, ma un linguaggio nuovo, capace di affascinare e di aprire porte inaspettate.
– Il tuo curriculum è ricco di premiazioni, riconoscimenti, partecipazioni ad eventi di carattere anche internazionale. Dovessi scegliere tre momenti clou, quali ricorderebbe Arianno Greco?
– Se dovessi scegliere tre tappe fondamentali che hanno segnato il mio percorso internazionale, direi senza dubbio:
- il primo viaggio a Mosca, dove ho avuto l’opportunità di tenere delle masterclass di pittura con il vino, portando questa tecnica fuori dai confini italiani e toccando con mano quanto stupore e interesse suscitasse all’estero;
- il viaggio in Brasile per l’Encontro de Vinhos, la celebre fiera dei vini che si sposta in otto città brasiliane, per la quale ho avuto l’onore di realizzare l’immagine ufficiale, unendo l’arte visiva a un grande evento enologico itinerante;
- l’incarico continuativo per il Salone dei vini russi a Sochi, di cui firmo ormai da dieci anni le immagini ufficiali, un traguardo di fedeltà e stima reciproca che porto nel cuore con grandissimo orgoglio.
– Viaggiando per il mondo hai avuto l’opportunità di conoscere grandi maestri d’arte? C’è qualcuno che ti ha stupito?
– A dire il vero, non ho un maestro d’arte come riferimento o che abbia incontrato lungo il mio cammino. Il mio percorso è nato fuori dai circuiti tradizionali e dalle accademie: ho sempre fatto riferimento unicamente al vino e alla mia tecnica. Questo mi ha fatto sentire spesso in un mondo a parte. Una sorta di isola creativa dove non c’erano modelli da seguire o a cui ispirarsi.
Ma è stato proprio questo isolamento originario a salvarmi, permettendomi di inventare un linguaggio totalmente inedito, senza subire influenze e costruendo l’arte enoica giorno dopo giorno, con le mie sole mani e la mia visione.

A settembre la mostra nella storica Chiesetta locale.
– Durante il mese di settembre le tue opere hanno impreziosito la storica chiesetta di Porto Cesareo. Quali sono i prossimi appuntamenti più imminenti e di rilievo da segnalare ai nostri lettori?
– Dopo la splendida esperienza di settembre nella storica Chiesetta di Porto Cesareo, la mia agenda è ricca di appuntamenti stimolanti che uniscono l’arte, il vino e il territorio. Si parte il **24 settembre a Sava**, con i miei laboratori di pittura con il vino, un’occasione unica per sperimentare questa tecnica in prima persona. Ci sposteremo poi a **Roma, a Villa Altieri**, per un prestigioso live painting in occasione di un evento internazionale dedicato all’**intelligenza circolare**, di cui curerò l’intrattenimento artistico.
Subito dopo sarò a **Orvieto** insieme ad AIS Murgia, per un bellissimo gemellaggio culturale e sensoriale che crea un ponte ideale tra le eccellenze vitivinicole pugliesi e la DOC Orvieto. Il **19 ottobre sarò a Corato** per lo *Speed Wine Date* del distributore Vino & Design, dove porterò una mia mostra personale accompagnata da un live painting.
Infine, il **31 ottobre**, si terrà il **Salone dei Vini Fortificati Russi e Associati**, un appuntamento internazionale a cui tengo molto e per il lequel ho curato proprio in questi giorni la realizzazione dell’immagine ufficiale.
– Grazie Arianna Greco di essere stata in nostra compagnia e di averci portato nel tuo straordinario mondo fatto d’arte e vino.
– Grazie a voi per la disponibilità e un saluto in particolare ai tanti lettori che ci seguono. Ad majora!
