
Commercio post bellico: i Basile nel corso Garibaldi di Porto Cesareo
a cura di Salvatore Muci
Il lavoro è l’esempio di civiltà nel mondo. La nostra costituzione come quella di tutti gli altri stati riportano che l’uguaglianza tra le persone è proprio di avere un lavoro e una dignità. La nostra Torre Cesarea come tutte le cittadine del mondo è cresciuta socialmente ed economicamente grazie al lavoro delle persone. Dopo la Grande Guerra piccole botteghe sono state aperte, portando nelle città la gente ad incontrarsi per le strade.
Sono cresciute nel periodo di ricostruzione post bellico dal 1946 in poi. Sul nostro corso Garibaldi ne furono aperte alcune dal principio della strada alla torre. Salvatore Basile e consorte aprì una bottega così come il fratello Cataldo. Entrambe erano ricche di merce da vendere, poiché allora le licenze di vendita erano sufficienti per tutti i tipi di merceologia. Questo era possibile per facilitare la ricostruzione dell’Italia dopo il terremoto della guerra.
Il piano Marshall favoriva la promozione per molti cittadini italiani, che potevano ricostruirsi una vita attraverso il lavoro del commerciante. Salvatore Basile e Maria Greco avevano un locale in cui si commerciavano gelati, dolciumi e caffè, ma anche prodotti alimentari come la pasta, salumi e vasta gamma di latticini.

Commercio post bellico: la struttura interna della bottega.
Nel suo locale diviso in due parti, la prima era riservata al settore alimentare, la seconda fungeva da bar. Qui c’erano tavolini e sedie che permettevano alle persone di trascorrere del tempo discutendo, giocando a carte o usando i due biliardini disponibili. Nel bancone bar c’erano i gelati da servire nei coni, altri confezionati Provenzano nel freezer. Accanto alla macchina del caffè un vassoio di dolci come il pasticciotto, bocconotto, fruttone, bocca di dama o altre tipologie alla frutta, che facevano giungere dalla vicina Leverano.
Il signor Salvatore Basile ha tenuto aperta la sua bottega fino agli anni ’70. Poi giunto alla pensione l’affittò ai coniugi Gino Durante e a sua moglie Gina. Nei primi periodi di vendita Salvatore e suo fratello Cataldo, commerciavano anche souvenir del paese come cartoline del tempo, oggi divenute d’epoca.

