
La famiglia Basile: dalla pesca al primo commercio
a cura di Salvatore Muci
Nei registri anagrafici trovati in archivio nella chiesa collegiata di Leverano “SS. Annunziata”, negli atti matrimoniali del 1852, in data 14 agosto alle ore 24:00 è scritto che nella chiesa madre leveranese, comparvero Cataldo Antonio Basile, pescatore proveniente dal porto di Cesarea, figlio di Raffaele, di professione uguale al figlio, e la madre Angela Maria Russo, domiciliati in Taranto.
Entrambi inviarono e diedero il consenso al suddetto matrimonio con Marina Catapane di anni 21, domiciliata in Leverano sulla strada Longa. Della presenza dei genitori e dello zio Michele insieme ad altri 13 capibarca che con le loro imbarcazioni erano ancorati nel porto di Cesarea, si ha notizia nei protocolli di notai leveranesi tra gli anni intorno al 1810 – 1816.
Costoro praticavano la pesca con le nasse, larghe ed alte a campana per catturare vope (boga in italiano), femminelle, masculari (zerro maschio in italiano), cerruti, minnole (piccolo pesce azzurro), spicaluri (sugarello in italiano), culei e tanto altro pesce azzurro, compreso il tonno. Con le loro barche giungevano di sicuro sino al vado dello Sordo, ma anche ad altri.
L’anno seguente, il 1853, dal protocollo del notar leveranese Rocco Patera, rinveniamo ancora testimonianze del loro domicilio in Leverano e sino all’anno 1865. La loro dimora fu sempre sulla via Longa e ciò è confermato da alcuni atti e registri di nascita del comune a nove chilometri da Cesaria.
Famiglia Basile: la svolta verso il commercio ad inizi ‘900.
Vicino la loro casa c’erano altre famiglie che svolgevano il mestiere del marinaro, quali i Catapane e i Rizzello, che con il loro naviglio erano ancorati sul litorale cesarino; Francesco Catapane e Giovanni Rizzello erano proprietari di barche. Negli anni seguenti il domicilio della famiglia Basile si alternava tra le vicine località di Leverano e la spiaggia di Cesaria, come fu quella dei coniugi Rocco Basile e Maria Celeste Battista (in foto).
Costoro possedevano in Leverano una casa nelle vicinanze della torre sveva, nell’anno 1895 di proprietà di Don Francesco Della Ratta. Solo negli anni ’20 la famiglia sceglieva definitivamente Torre Cesarea, con i figli che oltre al mestiere di marinaro, scelsero anche quello del commerciante.
Allora Antonio e Cataldo erano pescatori, Paolo e Salvatore commercianti, sull’attuale corso Garibaldi. In seguito, anni dopo, anche Cataldo con la consorte, Angelica Cucci da Ostuni, gestivano un rispettabile esercizio commerciale. Tra i suoi figli e per tutta la famiglia, spicca il nome di Antonio. Ha ricoperto il ruolo di Sindaco di Porto Cesareo tra gli anni 1982 – 1985.
