I Trabucchi, preziosi e particolari gioielli da pesca
La Redazione – Foto by TurismoVieste.it
Sono il simbolo di un litorale, quello che collega Peschici a Vieste. Alla base delle rocce a strapiombo sul mare, campeggiano ancora pochi superstiti. Ma sono difesi e venerati come fossero reperti preziosi, anche se non ancora archeologici. Non sono antichissimi infatti, ma un po’ in disuso in seguito all’evoluzione delle tecniche di pesca. In particolare a Vieste, i trabucchi sono parte integrante della storia cittadina. Il termine è dialettale, e sembra derivi dal latino trab, ossia legno, trave.
Questo caratteristico impianto per la pesca è costituito interamente di legno. I pali portanti sono incavati nella roccia, elemento protagonista di questo suggestivo tratto di lungomare pugliese. I trabucchi apparvero lungo le coste nel ‘700: furono il prodotto di un’esigenza economica e di sicurezza per chi praticava attività di pesca. La solida struttura permetteva di evitare incontri pericolosi con le burrasche, e soprattutto una continuità di immersione delle lenze.
Le paure psicologiche e di bilancio familiare dei pescatori ne trassero enorme giovamento. Molte piccole imprese economiche decollarono e alcuni pescatori smisero di combattere con le onde. Vieste e Peschici però, non sono solo musei del trabucco. Tra le strutture ancora integre lungo i loro litorali, alcune sono ancora perfettamente in funzione. La loro storia è ancora parte del futuro, malgrado il progresso inseguito a tutti i costi.
Vale la pena di elencare qualcuno di questi superstiti, in omaggio alle tradizioni che arricchiscono un’intera regione: quello di monte Pucci, di punta San Nicola e della punta di Manacore. I trabucchi però, possono contare ora su un validissimo alleato: il Parco Nazionale del Gargano, che negli anni ha cercato di stimolare una ripresa di questo particolare strumento da pesca. Un’iniziativa che punta a coinvolgere soprattutto i giovani, proponendone un nuovo uso.
Fonte: “Puglia – Italia da scoprire”, De Agostini 2006

