Luca Spagnolo si racconta: il Palio delle barche a Porto Cesareo, sogni ed emozioni
La Redazione – Intervista già pubblicata in ECCLESIA Cesarina Luglio 2025 versione cartacea
La quiete dopo la tempesta, la ripresa dopo la grande paura. Lo scorso 13 aprile 2025, domenica delle Palme, 5 cesarini furono coinvolti in un terribile incidente stradale nel Trentino. Fortunatamente, anche se con difficoltà e riabilitazioni da compiere, tutti hanno ripreso il loro percorso di vita. Tra di loro, Luca Spagnolo, classe 1973 e grande appassionato di sport, è il nostro gradito ospite per lo spazio interviste che ECCLESIA Cesarina da sempre offre ai suoi lettori.
– Benvenuto Luca e grazie di aver accettato il nostro invito!
– Grazie a voi, sarà un piacere raccontare e raccontarsi.
– Luca, partiamo dalla notizia: dopo l’incidente, come stai? E cosa ti ha rimesso in piedi?
– Sto ancora attraversando la fase di recupero: il femore e il polso mi danno ancora un po’ di filo da torcere, ma sto bene dai! Ho affrontato un periodo intenso tra ospedale e centro per la riabilitazione a Rovereto e Lecce. A rimettermi in piedi più di tutto, è stata la voglia di tornare a fare ciò che amo, soprattutto lo sport. E poi inutile negarlo, l’affetto e il supporto delle persone che mi amano, hanno fatto la differenza e per questo li ringrazio molto.
– Il Palio delle barche è la tua casa da sempre. Cosa significa per te quest’evento, oggi più che mai?
– Per me il Palio è molto più di un evento: è parte della mia identità. È stato portato avanti da generazioni di appassionati, e oggi insieme a tanti altri cesarini portiamo avanti questa tradizione.
– Due tappe, luglio e agosto. Cosa dobbiamo aspettarci? Facci capire che tipo di spettacolo ci aspetta.
– Stiamo lavorando a una formula ancora più coinvolgente. L’idea emersa nel primo incontro con la Pro Loco, è di organizzare una prima tappa con equipaggi misti, uomini e donne insieme, valorizzando la crescente partecipazione femminile. I tempi sono stretti, ma lo spirito è quello giusto: offrire uno spettacolo dinamico, originale e inclusivo.

Luca Spagnolo: “Il Palio richiede dedizione”.
– Ci sono novità quest’anno? Cambia qualcosa nel format o resta tutto com’è sempre stato?
– La novità principale sono proprio gli equipaggi misti, ma non è tutto. Stiamo valutando un possibile cambiamento del campo di gara: l’idea è di portare la competizione nell’anfiteatro naturale della Riviera di Ponente, di fronte all’Isola dei Conigli. È una location spettacolare. Innovare è fondamentale per mantenere viva la tradizione e continuare a sorprendere il pubblico.
– Hai lasciato il remo, ma non la regia. Come vivi questo ruolo da “capitano a terra”?
– Confesso che mi manca remare: la voga è uno sport che ti entra dentro e chi la prova, difficilmente la lascia. Quest’anno sono “ai box” per forza di cose, ma spero di poter dire la mia nella seconda tappa. Intanto metto tutte le energie nel dare una mano. Il Palio richiede dedizione e non dimentichiamo che è tutto frutto di volontariato: nessuno guadagna nulla, ma tutti ci mettono il cuore. Il sogno? Portare la voga nelle scuole, con corsi pomeridiani dedicati.
– Chi prenderà il tuo posto sulla barca?
– Ah, questa è una sorpresa! Siamo ancora in fase di preparazione, quindi… non posso svelare troppo. Ma vi assicuro che ne varrà la pena!
– Cosa distingue il Palio delle barche dagli altri eventi folkloristici che spuntano in estate ovunque?
– Il Palio è unico nel suo genere: unisce competizione sportiva e tradizione storica. Riprende l’antico modo di spostarsi dei pescatori locali con le barche di legno, i famosi schii. È un evento che affonda le radici nel passato, ma guarda sempre avanti. Pochi comuni possono vantare una gara simile: c’è quello di Taranto, ma lì parliamo di una realtà molto più grande. Noi ci mettiamo sudore, fatica e tanta passione.

Fattore fondamentale resta la grande passione per questa disciplina.
– La Pro Loco è il motore silenzioso di tutto. Che lavoro c’è dietro che la gente non vede?
– La Pro Loco è un grande gruppo ed è l’anima operativa dell’evento. Dietro le quinte si occupa di tutto: dalla logistica alle coperture assicurative, dalla burocrazia all’organizzazione degli eventi a terra. Abbiamo anche creato uno spazio dedicato alle barche storiche. Insomma attualmente senza la grande famiglia della Pro Loco, il Palio non sarebbe possibile.
– A chi non conosce il Palio: perché dovrebbe venire a Porto Cesareo quest’estate? Convincili.
– Perché il Palio è emozione pura! La gara è avvincente, la partenza è mozzafiato, e lo spettacolo è assicurato. Ma soprattutto, è un’esperienza aperta a tutti: chi vuole, può anche mettersi alla prova. Siamo un’associazione aperta, e chi viene da spettatore spesso torna da partecipante!
– Guardando avanti: che futuro immagini per il Palio? E quando rivedremo Luca Spagnolo in barca?
– Conto di tornare in barca prima del 2026, lo sport mi manca troppo. Quanto al Palio, il futuro è tutto da scrivere. Le difficoltà non mancano, tra mezzi e risorse che spesso scarseggiano. Ma c’è una cosa che non ci manca mai: la passione. È quella che ci spinge a ricominciare ogni anno, a migliorarci e a trasmettere questa tradizione alle nuove generazioni.
– Allora in bocca al lupo dalla redazione di ECCLESIA Cesarina e che vinca il migliore!
– Grazie! Un saluto affettuoso a tutti i lettori.

