INTERVISTESPORT SALENTINO

Mister Paride Muci, cesarino doc, nella nuova avventura da allenatore in Galles

a cura di Alessio Peluso

Era il 1° agosto. Durante la XVI Edizione del Calcio Saponato a Porto Cesareo, tra le tante interviste da bordo campo, abbiamo voluto fortemente Paride Muci, cesarino doc, che dopo l’esperienza francese con il Quimper Italia e le parentesi italiane con Castrovillari e Trepuzzi, torna di nuovo all’estero con F. C. Mountain, in Galles. La prima parte dell’intervista video integrale è disponibile sui nostri canali social Facebook, Instagram e You Tube.

Pre Campionato con Mister Paride Muci ospite del Calcio Saponato.

– Dai primi di luglio sei il nuovo allenatore di F. C. Mountain, che milita nell’equivalente della nostra Lega Pro. Tutti siamo curiosi di scoprire le tue sensazioni riguardo a questa nuova avventura iniziata già con il ritiro e il campionato all’orizzonte…

– Sono esperienze professionali che ti formano, ti fanno conoscere nuove strutture, nuove metodologie e culture. Ringrazio la mia famiglia che mi permette di vivere queste avventure, anche perché non è facile lasciare tutto, attività comprese.

Fondamentale anche il ruolo del direttore Max Leghissa, che mi ha permesso di arrivare qui dopo una precedente esperienza in Francia. Mi rendo conto che il livello del campionato è molto più competitivo e per questo ancor più bello.

– La nuova stagione parte ufficialmente l’8 agosto: quali sono gli obiettivi?

– Esordiremo contro una delle principali favorite alla vittoria del campionato e noi cercheremo di fare la nostra parte. Noi ci metteremo voglia, agonismo, attenzione, ma sarà il campo ad essere il giudice supremo. In squadra c’è anche un blocco di italiani e vogliamo portare nel nostro piccolo in alto il tricolore. Non mi piace sbilanciarmi molto con gli obiettivi, perché poi si rischia di deludere qualcuno.

L’unica certezza è che il lavoro paga sempre. La società poi ci ha fornito una casa a pochi passi dall’Anfield Road e vedere le strutture, superiori alle nostre, ti permette di crescere. L’intensità in campo poi è elevata, rispetto alla tattica che noi italiani esasperiamo.

Mister Paride Muci: l’esordio in Coppa e in Campionato

– A distanza di circa dieci giorni la nuova stagione ha avuto inizio. Incontro nuovamente mister Muci per farci raccontare le primissime uscite ufficiali in Galles…

– Abbiamo disputato due partite ufficiali: la prima valevole per la Coppa del Galles, contro una squadra di serie B e siamo stati eliminati. La 1ª giornata di campionato invece, abbiamo perso 3 – 1 contro la principale favorita per la vittoria finale del campionato. Posso dire che in entrambe le partite il risultato è stato bugiardo, non meritavamo la sconfitta, abbiamo preso gol su disattenzione ed errori individuali.

Siamo un cantiere aperto, con una squadra completamente nuova, dove il direttore Max Leghissa ha fatto un gran lavoro per prendere ottimi giocatori, e in queste ultime battute di calcio mercato, sta chiudendo altri ingaggi per completare la rosa. Come dicevo è un anno di ricostruzione, abbiamo avuto qualche difficoltà perché per varie vicissitudini, abbiamo effettuato pochi allenamenti con la squadra al completo.

Stiamo cercando di proporre un calcio completamente diverso da quello che si gioca in Galles, basato sul possesso, sul gioco palla a terra, fatto di scambi di posizione, e far girare velocemente palla. In Galles prediligono giocare palla lunga e andare a battagliare fisicamente in modo forte sulle seconde palle, con contrasti molto duri. Anche per questo sarà una sfida ancora più bella e avvincente.

Sono convinto che appena saranno recepiti i meccanismi e i principi di gioco, faremo bene. Anche dal punto di vista degli allenamenti, loro non sono abituati a questa metodologia, quasi il 100% della seduta con palla, e fatta di esercizi in spazi ridotti, con giochi di posizione e small side game.

– La distanza dall’Italia significa anche differenze in ambito culturale e gastronomico: quali sono le abitudini, usi e costumi che ti hanno colpito nella nuova realtà?

– La distanza dall’Italia e dalla famiglia si fa sentire ed è normale. Culturalmente vivono il calcio in modo diverso dal nostro, niente ritiro pre partita. Vivono il calcio con leggerezza, in campo ci mettono anima e cuore, lottando tanto dal punto di vista fisico sui contrasti. Ma appena l’arbitro fischia, finisce tutto!

Poi il terzo tempo che vede le due squadre insieme dopo la partita a mangiare e bere, dimenticando le botte date e ricevute in campo, e i piccoli screzi che si possono creare. Dal punto di vista gastronomico, che è molto diverso, fortunatamente abbiamo la possibilità di cucinare a casa, rendendo meno drastica questa differenza.

– Grazie mister Paride Muci di essere stato con noi. La nostra redazione le augura una stagione piena di soddisfazioni!

– Grazie a voi, metteremo il massimo impegno per regalare tante soddisfazioni ai nostri sostenitori. Un caro saluto a tutti i lettori!

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