
Sara Albano, a tu per tu con l’artista della danza salentina
a cura di Alessio Peluso
Galatina 2016, festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo. Ancora non lo so, ma passata la mezzanotte tutto cambia: da ogni vicolo di odono voci, stornelli, tamburelli, cerchi festanti e danze inebrianti. Ora lo so, è la notte delle ronde, il giorno in cui respiro a pieni polmoni il morso della Taranta.
Veglie 2026, esattamente dieci anni dopo, in Piazza Umberto I, durante i festeggiamenti in onore a San Giovanni Battista conosco Sara Albano, vegliese doc, un’autentica artista della danza salentina. Da alcuni mesi avevo annotato il suo nome sul mio personalissimo taccuino delle interviste mensili. E il momento è già arrivato…

– Benvenuta Sara e grazie di aver accettato la nostra proposta di raccontarci la tua storia, la tua passione per la musica popolare e la sua danza.
– Grazie a voi per l’ospitalità, è un piacere raccontare di me ai tanti lettori che ci seguono e che saluto.
– È il momento di partire. E per conoscere meglio il tuo mondo non possiamo che tornare alle tue origini: raccontaci un po’ della tua famiglia, della tua primissima giovinezza…
– Sono nata e cresciuta a Veglie in una famiglia che mi ha sempre trasmesso l’amore per la musica e la cultura. Fin da piccolissima, a soli 6 anni, andavo a teatro con mio nonno Gregorio: è stato lui a trasmettermi una passione viscerale per la musica lirica e per le bande tradizionali, facendomi respirare l’atmosfera magica delle grandi opere.
Il mio percorso nel mondo della danza è iniziato invece con la danza classica, che è stata in assoluto il mio primo grande amore, fornendomi le basi e la disciplina, a cui poi si è affiancata la danza moderna. Questo bagaglio così ricco e variegato ha posto le fondamenta per tutto ciò che sarei diventata artisticamente.
Sara Albano ammaliata dai movimenti della nonna…
– Il cuore pulsante di tutto è sempre la passione: quando è scoppiato questo feeling inscindibile con la danza e chi ha influito in tal senso?
– L’artefice di tutto è stata mia nonna Iolanda. Avevo circa 4 o 5 anni, in una di quelle tipiche sere d’estate salentine in cui ci si sedeva tutti insieme fuori con i parenti. Tra una risata e un battito di mani per fare il ritmo, mia nonna si mise a danzare: rimase sempre ferma nello stesso punto, ma con una grazia indescrivibile.
Io la guardavo completamente affascinata e, nella mia mente di bambina, non riuscivo a spiegarmi come facesse a trasmettere così tanta magia restando lì, in quel piccolo spazio. Poi fu lei a iniziare a raccontarmi la storia della nostra terra, partendo dalle tarantate, dalle devozioni a San Paolo e da tutta la tradizione che c’era dietro quei movimenti. In quel preciso momento si è accesa la scintilla che non si è più spenta.
– Danzare, farsi travolgere dalle emozioni, muoversi col giusto tempo. Tutto bellissimo, ma è necessario formarsi. Sara Albano insegna l’arte della danza, segue molti alunni. Ci parli di come nasce questo progetto e delle tante soddisfazioni che ancora oggi raccogli?
– Il progetto nasce dal desiderio profondo di non far morire la nostra identità e di trasmettere questa disciplina alle nuove generazioni. La danza popolare non è solo libera improvvisazione, ma ha una sua tecnica, una postura e un profondo rispetto per la storia. Vedere i miei allievi, dai bimbi ai più grandi, acquisire sicurezza, lasciarsi andare e trovare nella pizzica una forma di espressione e libertà personale è la mia soddisfazione più grande.

– La tua popolarità è indubbiamente cresciuta attraverso le esibizioni mattutine su Tele Rama: come è nata questa opportunità?
– Tele Rama è stata indubbiamente una bellissima opportunità, nata anche grazie al profondo legame di amicizia che mi lega a Manuela Sparapano e Lino Perrone. È stata un’esperienza speciale in cui ho potuto portare un frammento autentico della nostra tradizione salentina direttamente nelle case delle persone. Tuttavia, in oltre vent’anni dedicati alla pizzica pizzica, posso dire con orgoglio di aver raccolto tantissime altre soddisfazioni indimenticabili.
Tra i momenti più emozionanti c’è sicuramente l’aver danzato la pizzica sul palco dell’Arena di Verona nel 2015, in occasione della storica Reunion di Al Bano e Romina Power, in diretta su Rai 1. Nel 2018 ho avuto l’onore di danzare all’Ambasciata Italiana a Parigi, e negli anni sono stata ospite in diversi programmi RAI di punta, come “L’Anno che verrà”, “Sereno Variabile” e “Camper”.
Un’altra pietra miliare del mio percorso è stata l’esperienza nel cinema: ho partecipato a un film diretto da Ricky Tognazzi. Essere stata scelta personalmente da lui e poter collaborare sul set con artisti straordinari del calibro di Luisa Ranieri e Francesco Arca è stato semplicemente fantastico.
Sì all’evoluzione musicale, ma nel rispetto della tradizione.
– Oggi la musica popolare salentina è molto nota, è andata oltre i confini del Salento. Testimone ne è “La Notte della Taranta”, evento ormai a richiamo nazionale. Inoltre aumentano i gruppi di musica popolare rivisitata o contaminata. Tradizione o evoluzione, qual è il tuo punto di vista sul sound che sta cambiando?
– Penso che tradizione ed evoluzione debbano camminare di pari passo. Ben vengano le contaminazioni, le rivisitazioni e i grandiosi eventi come “La Notte della Taranta”, perché permettono alla nostra cultura di viaggiare in tutto il mondo e di parlare anche ai giovani.
A questo proposito, un ricordo bellissimo e indelebile per me è legato proprio al 2023, quando ho avuto l’onore di ballare al pre concerto del Maestro Concertatore Fiorella Mannoia. Ho danzato sul palco insieme al gruppo degli Ariacorte, diretto dal grande Rocco Borlizzi: stare su quel palco e danzare davanti a oltre 250.000 persone è stata un’esperienza indescrivibile, incredibilmente emozionante…

E, devo ammetterlo, mi ha permesso anche di togliermi qualche bel sassolino dalla scarpa! Tuttavia, l’importante per me rimane non dimenticare mai le radici: il ‘passo base’, il significato simbolico e il rispetto del ritmo originale devono rimanere custoditi. L’evoluzione ha senso solo se si conosce e si rispetta profondamente la tradizione.
– Volgiamo al termine e tutti siamo curiosi di sapere i tuoi prossimi appuntamenti tra le nostre piazze, magari descrivendoci il gruppo del quale fai parte…
– Attualmente non faccio parte in maniera fissa di un singolo gruppo, ma ho una bellissima rete di collaborazione con tantissimi amici musicisti del panorama salentino. Questo mi permette di spaziare, arricchirmi e portare la mia danza in diversi contesti.
L’estate è sempre ricca di appuntamenti nelle piazze, tra festival, sagre ed eventi itineranti in lungo e in largo per il Salento e oltre. Vi invito a seguirmi sui miei canali social per rimanere aggiornati sulle prossime date. Vi aspetto per ballare insieme!
– Grazie Sara di essere stata in nostra compagnia. Continueremo a seguirti e ad ammirare la tua danza in giro per il Salento.
– Grazie a voi per la disponibilità, un affettuoso saluto a tutti i lettori!
