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La Focara nel Salento: gli appuntamenti con il fuoco da segnare in agenda

La Redazione

Avetrana 17 gennaio

18:30 Santa Messa in Chiesa Madre e benedizione del pane

19:00 Benedizione degli animali in Piazza Chiesa Madre e a seguire la processione accompagnata dall’associazione musica e cultura “Città di Avetrana”.

19:30 Accensione del Falò di Sant’Antonio in via Pertini. A seguire festa e musica con gli Haitra, gruppo locale di musica popolare.

Carmiano 24 gennaio

10:30 Arrivo Fanfara dei Bersaglieri sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio

11:00 Deposizione corona di alloro al Monumento ai Caduti in Guerra

12:00 Posa della bandiera sulla Focara

16:00 Benedizione degli animali

16:45 Canto dell’Inno a Sant’Antonio Abate alla presenza del Concerto Bandistico Città di Manduria

17:00 Solenne processione tra le vie del paese

18:30 Santa Messa presieduta da Don Gianmarco Sperani nella parrocchia “Sant’Antonio Abate”, Vicario parrocchiale Maria SS. Assunta di Trepuzzi.

19:45 Parata del Fuoco con la Tribù dei sempre allegri e Stella Band sul sagrato della parrocchia

20:15 Lancio di palloni aerostatici, area mercatale

20:45 Accensione della Focara, area mercatale

21:30 Cesare dell’Anna e Opa Cupa

25 gennaio

11:45 – 13:00 Tribù dei sempre allegri e Stella Band sul sagrato della parrocchia

15:30 XXXII Festival dello Sparo, 1° Memoriale Nino Quarta, in zona Case Noe

18:30 Celebrazione eucaristica con Monsignor Raffaele Panzetta, Arcivescovo Metropolita di Lecce

20:00 Bar Italia, la discoteca italiana presso area mercatale

22:00 A seguire spettacolo pirotecnico

Copertino 31 gennaio e 1° febbraio

20:00 Accensione Focara presso Viale Cigliano e musica LIVE con i Rewind, cover di Vasco Rossi. Si replica il giorno dopo con musica dal vivo e con la sagra. XV Edizione organizzata dalla parrocchia Santa Famiglia.

Magliano 17 gennaio

16:00 Benedizione degli animali

18:00 Solenne Celebrazione Eucaristica nella Parrocchia Maria SS Assunta

19:00 Processione tra le vie del paese

20:00 Lancio dei palloni aerostatici

20:30 Accensione Focara e fuochi pirotecnici, con distribuzione pucce

21:00 Intrattenimento musicale con 90 Malè in Piazza degli Eroi

La Focara nel Salento: a Veglie si accende il tradizionale “FANOI”.

Novoli: CLICCA QUI per gli eventi in programma

Porto Cesareo: CLICCA QUI per gli eventi in programma

San Pietro in Lama 17 gennaio

09:30 Celebrazione eucaristica presso la Cappella di Sant’Antonio e benedizione del pane

10:30 Benedizione degli animali

18:15 Processione tra le vie del paese

19:00 Santa Messa in chiesa madre

20:30 Accensione della Focara e stand gastronomici

21:00 I Pizzicati, musica popolare

Soleto 17 gennaio

19:00 Benedizione delle fascine

19:30 Accensione della Focara, 2ª Edizione, presso zona artigianale. A seguire spettacolo di cabaret con Max Latino show, stand gastronomici e luna park.

Taviano 17 gennaio

19:15 Benedizione degli animali

19:00 Focareddha Giallo Rossa dei Taviano Demons presso area mercatale con stand gastronomici e i Tammurria in concerto

19:30 Accensione della Focara in via Castelforte, con “Quelli della Taranta duo”.

Veglie 24 gennaio

19:00 Premiazione torneo di Sant’Antonio pulcini e primi calci

19:30 Lancio dei palloni aerostatici

20:30 Larsen Band, cover di musica rock, Quelli dell’altra volta e a seguire Dj set.

25 gennaio

08:00 Raduno auto e moto d’epoca

10:00 Esibizione di Archery Club Veglie. Presentazione e intrattenimento con Diego D’Amato.

10:30 Santa Messa e a seguire benedizione degli animali

17:00 Santa Messa e a seguire processione con il simulacro accompagnato dall’APS Reino di Veglie

19:00 Accensione del tradizionale “FANOI”, in via Pirandello, vicinanze Palazzetto dello Sport

20:30 Giro di Banda con il maestro Cesare Dell’Anna. Tra gli ospiti: Enzo Petrachi, Rachele Andrioli, Irene Lungo, Claudio Cavallo, Pino Ingrosso e Daniela Guercia.

*Il termine Focara nel Salento ha il significato di falò.

Focara nel Salento: chi era Sant’Antonio Abate? Focus tratto dalla “Nuova Enciclopedia illustrata dei Santi”

Visitare gli anziani è la regola degli antichi padri” rispose un giorno un monaco a un discepolo che gli chiedeva se era più utile cercare aiuto presso i monaci più saggi nella vita spirituale o restare a pregare in solitudine. Ma per noi oggi ha ancora senso visitare Antonio, questo monaco vissuto nel deserto egiziano nella prima metà del IV secolo?

Forse nell’immaginario cristiano il nome di Antonio evoca una figura mitica, un eroe dell’ascesi, un austero eremita fuggito dal mondo e ritiratosi nel deserto. O forse ancora la figura di Antonio è legata alla benedizione degli animali, dei maiali in particolare. Si tratta in realtà di una tradizione nata in Germania nel Medioevo, quando era in uso che ogni villaggio mantenesse un maiale destinato all’ospedale, dove svolgevano il loro servizio i monaci di Antonio.

Storicamente Antonio non è il primo monaco, anche se i monaci d’Oriente e d’Occidente riconosceranno in lui il loro padre. Del resto, neppure l’Egitto è la terra di nascita del monachesimo, sebbene il deserto egiziano sia stato il centro di irradiamento che influenzerà più o meno direttamente le forme monastiche già esistenti o in via di formazione, a cause della santità dei suoi monaci, divenuti Padri di altri e, soprattutto, a causa della diffusione della “Vita di Antonio”, scritta da Atanasio.

L’itinerario di Antonio: arrivare a Dio, vivendo da cristiano.

Se le generazioni successive di monaci hanno trovato nella biografia di Antonio “una regola di vita monastica sotto forma di racconto”, va ricordato tuttavia che né Antonio né gli altri Padri del deserto vollero introdurre nella chiesa una spiritualità diversa da quella dei semplici cristiani, una vita migliore, di perfezione, rispetto a quella dei comuni battezzati.

Nella letteratura monastica del deserto egiziano i monaci, vengono spesso inviati a imparare la via della santità presso un laico che è sposato e che vive in città. Lo stesso Antonio è inviato presso un ciabattino di Alessandria (o un medico, secondo alcuni manoscritti) che gli viene additato a modello di vita cristiana.

Qual è dunque l’itinerario di Antonio? Sicuramente arrivare a Dio e lo fa attraverso una vita di solitudine nel deserto che si trasforma ben presto in amore verso ogni uomo. Ecco cosa Atanasio poco prima della sua morte scrive nella sua biografia: “Io, come sta scritto, me ne vado per la via dei padri. Vedo che il Signore mi chiama. Respirate sempre Cristo e abbiate fede in lui“.

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