TERRA NOSCIA

Sale da cucina, l’oro bianco fondamentale per la vita dell’uomo

a cura di Massimo Peluso – Foto da curenaturali.it

Piccolo granello bianco, all’apparenza insignificante, eppure così fondamentale per la vita degli esseri umani, questo è il sale. Chiamato anche cloruro di sodio, si presenta con struttura a cristalli a temperatura ambiente, pronto a sciogliersi in acqua per essere utilizzato in vario modo. Ad esempio insaporimento, conservazione dei cibi e utilizzo in campo medico. La fortuna del sale nei secoli è dovuta essenzialmente all’esigenza dell’uomo di conservare gli alimenti per poterne usufruire durante tutte le stagioni dell’anno.

Accadeva spesso che, durante le stagioni di caccia prolifiche, l’uomo dovesse consumare entro poco tempo la selvaggina per evitarne il deterioramento. Così, passando dalla vita nomade a quella stazionaria nei primi villaggi, si scoprì che la salatura era la panacea di tutti i mali. Consentiva di conservare intatto il sapore e le proprietà organolettiche dei cibi: la storia cambiò per sempre. Probabilmente, i primi utilizzi risalivano ad almeno 15000 anni fa e continuarono assumendo anche contorni dal carattere sacro.

Si narra che i Babilonesi offrissero le carni alle divinità sotto salatura o che gli Egizi ne facessero uso per mummificare i defunti. Ovviamente, la storia del sale interseca altre civiltà prestigiose come quelle dei Maya, dei romani e dei greci. Proprio parlando dei Maya, la recente scoperta di un villaggio oramai sommerso dalle acque in Belize, ha fatto letteralmente meravigliare gli studiosi di questa fantastica civiltà. Infatti, sono venuti alla luce delle stanze adibite alla produzione di sale da cucina ed alla successiva conservazione dei cibi. Probabilmente, venivano stoccati e consumati o venduti nelle stagioni seguenti.

In Puglia risiede una della delle saline più importanti d’Europa a Margherita di Savoia.

Una vera e propria azienda capace di produrre sale per sé ed i popoli vicini, sfruttando l’evaporazione dell’acqua di mare all’interno dei recipienti di ceramica. Tutto ciò è arrivato sino ad oggi grazie all’ambiente ricco di mangrovie, le quali rendono l’ecosistema acqueo poco ricco di ossigeno, sfavorendo l’azione dei microrganismi decompositori. I romani lo consideravano invece l’oro bianco e addirittura lo utilizzavano come moneta per retribuire i soldati, dando vita al termine salario.

Numerose saline risalgono proprio all’epoca romana. Tale produzione veniva esportata attraverso una strada tra Roma e Rieti, oggi meglio conosciuta come via Salaria. Persino esponenti importanti della cultura del tempo come Plinio il Vecchio, dedicarono al sale alcuni scritti all’interno dell’opera “Storia Naturale”.

Oggi in Puglia, possiamo contare su una delle saline più rinomate nella Riserva Naturale a Margherita di Savoia. Qui vengono prodotti ogni anno tonnellate di sale da cucina, che finisce sulle nostre tavole dando quel tocco in più alle ricette ed apportando anche ricchezza alle popolazioni del posto e non solo. Difatti, come dicono le nonne, avere del sale in “zucca” è il modo migliore per essere ricchi non solo economicamente, ma soprattutto mentalmente, senza ovviamente esagerare.

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