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Ciao Paoluccio! Porto Cesareo saluta un altro pescatore della generazione anni ’30

a cura di Alessio Peluso

Classe 1935, se n’è andato a 90 anni Paolo Perini, per Porto Cesareo semplicemente Paoluccio. Un pioniere della semplicità dei pescatori di un tempo, quelli che per vivere avevano bisogno del mare e della famiglia. Ecco perchè la sua dipartita ha immerso in un mare di dolci ricordi il nostro paese. Sì, perchè negli anni in cui Paoluccio è nato e poi è cresciuto il mondo era diverso, il nostro borgo anche. Poche baracche addensate vicino a Torre Cesarea, il vivere con la sana provvidenza della pesca e la solidarietà tra i vicini. Passando dalle difficoltà post guerra mondiale alla voglia di rivalsa tramutata nell’autonomia ottenuta nel 1975.

Poi il boom degli anni ’80 e ’90, fino all’evoluzione tecnologica dei nostri tempi. In tutto questo Paoluccio ha rappresentato, come tanti uomini della sua età un anello di congiunzione fondamentale tra passato e presente. Ed oggi, anche se tristi per la sua scomparsa, ogni qual volta vedremo una barca pronta a salpare per la pesca o qualche pescatore praticare l’arte della purpara (andare a polipi), ci sentiremo più vicini e volgeremo a lui il nostro ricordo, come in tanti hanno voluto fare dai loro profili social. Egli lascia la moglie Anna e i figli Giuseppe e Claudio, a cui va l’abbraccio della nostra redazione. La messa di saluto al compianto Paoluccio è in programma lunedì 22 settembre dalle 11:00 presso la parrocchia “B. V. Maria del Perpetuo Soccorso”.

Ciao Paoluccio: in tanti hanno lasciato il loro ricordo.

Che tristezza! Che il Cielo ti accolta con gioia e tanti sorrisi, così tanti come li hai seminati sulla terra con le tue battute e i tuoi scherzi. RIP zio Paoluccio. Mi unisco al dolore immenso della famiglia. Condoglianze.

Barbara Pindinello

Un pescatore di vecchia generazione con sani principi, con dedizione per la famiglia. Una brava persona.

Cesare De Pace

Ciao Paoluccio,

mi piace pensare che vi stiate ritrovando tutti, uno dopo l’altro, su quella riva in cui le reti non si rompono e le risate non finiscono mai. I pescatori di Porto Cesareo, quelli che hanno fatto la storia, quelli che andavano senza ecoscandagli e senza attrezzature… sulu cullu sione*.

Ricordo quando da bambino la tua barca attraccava accanto a quella di mio padre. La banchina, di fronte a “Da Cosimino”, era un palco di racconti, scherzi e vita assieme alla fatica di portare a terra una buona quantità di pesce per “guadagnare la giornata”.

Erano gli anni in cui tu, zio Donato e Vittorio, i fratelli Pippi e Antonio Calasso, i Presicce, Santo e Uccio, zio Ferruccio, Pascalino Paladini, mio padre e mio zio Rocco eravate il cuore pulsante di quella parte del porto che ospitava la piccola pesca. Con te, Paoluccio, era sempre una gara a chi la faceva più grossa.

Le secchiate d’acqua, le “pizze marine” lanciate al largo, e quegli scherzi con mio padre… Come quando gli impigliavamo oggetti bianchi nelle reti e lui, urlando e fingendo di arrabbiarsi, capiva che era cascato nello scherzo.

E poi, grande pescatore di curnali che abbia mai conosciuto. Quanti ne prendevi, che bontà! Buon vento, Paoluccio. Ti immagino, con un sorriso e gli occhi pieni di salsedine, in mezzo a tutti loro. La banchina adesso è meno rumorosa, ma il ricordo delle vostre risate è ancora qui, e non se ne andrà mai.

*Gergo dialettale per indicare il modo di orientarsi dei pescatori di una volta

Marco Basile

Sei stato come un Padre. La tua allegria, la tua semplicità, la tua bontà, rimarranno per sempre nel cuore di chi ti ha conosciuto. Ciao zio Paoluccio del mio cuore, ciao Amore, adesso riposa in pace.

Tonia Perini

Un po’ come una nipote, tu come un nonno che mi hai visto nascere, crescere e dare alla luce mia figlia e quanto ci hai viziate! Mancherai tanto. Un pezzo del mio cuore, un pezzo di Porto Cesareo che se ne va… Ciao Paoluccio mio!

Vanessa Peluso

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