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La Focara nel Salento: gli appuntamenti con il fuoco da segnare in agenda

La Redazione

Avetrana

17 gennaio

17:00 Processione dalla chiesa Madre all’Oratorio di Sant’Antonio

18:00 Benedizione degli animali

18:30 Santa Messa presso l’Oratorio Sant’Antonio

19:30 Falò accompagnato da panini, pittule e musica

Carmiano – Area Mercatale

20 Gennaio

19:00 Gran Parata con Il Grande Circo del Fuoco, i Fanfarroni, La Banda

20:00 Viva la Fòcara! Accensione del grande falò

21:00 Enzo Petrachi

22:00 Alla Bua

22 gennaio – Zona Case Noe

08:00 Salve pirotecnica

15:00 Nuovo spettacolo pirotecnico

Piazza Parrocchia Sant’Antonio Abate, via Carso 2

17:00 Sagra del Tarallo e della Bruschetta

17:00 Il Grande Lebuski

17:50 IlAria Acrobata Aerea “Fashionissima me”

21:30 Talitakum

Lizzanello

19 gennaio

18:30 Santa Messa e a seguire processione

20:00 Accensione della Focara e spettacolo pirotecnico presso l’area mercatale, alle spalle del Palazzetto dello Sport. Presenza del Dj Set Postino, Heart on Fire, The Dangeroots e Concerto Bandistico Città di Diso.

Magliano

17 gennaio

15:00 Benedizione degli animali

18:00 Solenne Celebrazione Eucaristica nella Parrocchia Maria SS Assunta

20:00 Lancio dei palloni aerostatici

20:30 Accensione Focara e fuochi pirotecnici, con distribuzione delle pucce

21:00 – 23:00 Intrattenimento musicale con i Ritmo Binario

La Focara nel Salento: a Veglie si accende il tradizionale “FANOI”.

San Pietro in Lama

17 gennaio

07:30 / 10:30 Celebrazione Eucaristica presso la Cappella di Sant’Antonio: prima messa con benedizione del pane, nella seconda degli animali

17:30 Processione per le vie del paese

18:30 Celebrazione Eucaristica in Chiesa Madre

20:00 Accensione della Focara e fuochi pirotecnici. Poi apertura degli stand con pittule e vino, intrattenimento con Marco Zizza.

Veglie

20 gennaio

09:00 / 18:30 Santa Messa presso la parrocchia Sant’Antonio Abate

19:30 Processione con il simulacro accompagnato dall’Associazione Musicale Culturale “A. Reino” di Veglie

21:00 Accensione del tradizionale “FANOI” con spettacolo pirotecnico. Tra gli artisti presenti segnaliamo: Maori Fire Show (mangiafuoco), Lella Bretella (bolle di sapone), Papillon le Burlon (clown, mimo, disturbatore), Priska (trampolini), Salento Street Band (musica e divertentismo).

*Il termine Focara nel Salento ha il significato di falò.

Focara nel Salento: chi era Sant’Antonio Abate? Focus tratto dalla “Nuova Enciclopedia illustrata dei Santi”

Visitare gli anziani è la regola degli antichi padri” rispose un giorno un monaco a un discepolo che gli chiedeva se era più utile cercare aiuto presso i monaci più saggi nella vita spirituale o restare a pregare in solitudine. Ma per noi oggi ha ancora senso visitare Antonio, questo monaco vissuto nel deserto egiziano nella prima metà del IV secolo?

Forse nell’immaginario cristiano il nome di Antonio evoca una figura mitica, un eroe dell’ascesi, un austero eremita fuggito dal mondo e ritiratosi nel deserto. O forse ancora la figura di Antonio è legata alla benedizione degli animali, dei maiali in particolare. Si tratta in realtà di una tradizione nata in Germania nel Medioevo, quando era in uso che ogni villaggio mantenesse un maiale destinato all’ospedale, dove svolgevano il loro servizio i monaci di Antonio.

Storicamente Antonio non è il primo monaco, anche se i monaci d’Oriente e d’Occidente riconosceranno in lui il loro padre. Del resto, neppure l’Egitto è la terra di nascita del monachesimo, sebbene il deserto egiziano sia stato il centro di irradiamento che influenzerà più o meno direttamente le forme monastiche già esistenti o in via di formazione, a cause della santità dei suoi monaci, divenuti Padri di altri e, soprattutto, a causa della diffusione della “Vita di Antonio”, scritta da Atanasio.

L’itinerario di Antonio: arrivare a Dio, vivendo da cristiano.

Se le generazioni successive di monaci hanno trovato nella biografia di Antonio “una regola di vita monastica sotto forma di racconto”, va ricordato tuttavia che né Antonio né gli altri Padri del deserto vollero introdurre nella chiesa una spiritualità diversa da quella dei semplici cristiani, una vita migliore, di perfezione, rispetto a quella dei comuni battezzati.

Nella letteratura monastica del deserto egiziano i monaci, vengono spesso inviati a imparare la via della santità presso un laico che è sposato e che vive in città. Lo stesso Antonio è inviato presso un ciabattino di Alessandria (o un medico, secondo alcuni manoscritti) che gli viene additato a modello di vita cristiana.

Qual è dunque l’itinerario di Antonio? Sicuramente arrivare a Dio e lo fa attraverso una vita di solitudine nel deserto che si trasforma ben presto in amore verso ogni uomo. Ecco cosa Atanasio poco prima della sua morte scrive nella sua biografia: “Io, come sta scritto, me ne vado per la via dei padri. Vedo che il Signore mi chiama. Respirate sempre Cristo e abbiate fede in lui“.

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