TERRA NOSCIA

Festa della Municeddha a Cannole, cuzzeddhre e cuzzuni: le delizie di Madre Terra

Da San Lorenzo alla vigilia di Ferragosto “Festa della Municeddha” a ritmo di spettacoli musicali.

a cura di Massimo Peluso

Le vedi sgusciare via lente, senza fretta, senza un’idea precisa, al ritmo quieto del tempo che scorre ma, allo stesso tempo, non corre. E poi… eccole lì! Su di una fogliolina, su di uno stelo di grano, ai bordi di un marciapiede o in gruppo agganciate ad un palo della luce! Queste son le lumache, piccoli esseri simpatici, che spesso passano inosservati ai più, conservando con orgoglio una storia davvero millenaria alle loro spalle, essendo tra gli organismi più anziani del pianeta.

Nel nostro territorio, le lumache di terra possono avere diverse denominazioni, a seconda del colore, della grandezza o della forma. Quelle piccole con guscio bianco e nero son dette cuzzeddhre, le più grandi marroni cuzzuni, sino ad arrivare forse, ai più famosi, i municeddhi, dalla colorazione scura, soprannominati anche lumache nere di terra. Quest’ultimi, per via della loro consistenza, son considerati come i più saporiti ed ambiti. Il colore simile al terreno ne rende particolarmente difficile l’individuazione tra i cespugli.

Certamente oggi, la raccolta occasionale di cuzzuni, cuzzeddhre e municeddhi è andata via via perdendosi purtroppo, lasciando quella vena nostalgica di chi, con qualche anno in più alle spalle, armandosi di santa pazienza, pioggino e galosce, attendeva ansioso il termine o il rallentamento della pioggia per calpestare l’erba umida ed il terreno fradicio per poter con gioia gridare al fatidico momento: “Guarda, ho trovato nu municeddhu!”.

Della loro bontà si erano accorti l’Antica Grecia e anche i Romani.

Per non parlare dei lunghi giorni d’attesa prima che le lumache fossero pronte per essere preparate, dopo il lungo processo di spurgatura dove, nutrite con farina, emettevano strani suoni ed orbitavano in uno scolapasta o in una coppa delle dovute dimensioni, in modo che avessero il giusto spazio per muoversi e respirare. Ed infine, arrivate finalmente a tavola, armati di stuzzicadenti, testa in giù, nel silenzio assoluto si gustavano con fierezza. La giusta ricompensa delle ore passate a raccoglierle, mettendoci più attenzione ed impegno per quelle che durante la lenta cottura si erano rinchiuse in “difesa”, quasi fosse un catenaccio calcistico per sfuggire ad una fine oramai certa…

Tornando alla storia di questi molluschi di terra, sin dall’età della pietra sono stati uno degli alimenti preferiti dall’uomo passando dai Romani sino ad arrivare all’antica Grecia. Qui per catturarle meglio durante i banchetti, vi erano delle forchette specifiche. E come non ricordare la recente scoperta tra gli scavi di Pompei con tracce del consumo di lumache per strade, vendute in stile tavola “calda” contemporanea.

Gli importanti valori nutrizionali e la fase di preparazione.

Dal punto di vista nutrizionale, le lumache possono apportare una buona quantità di proteine, vitamine del gruppo b12, grassi polinsaturi molto salutari a limitare il colesterolo e poche calorie, rendendole adatte alle diete ipocaloriche. Nella preparazione invece, è fondamentale il processo di spurgatura. Un periodo di circa sette giorni in cui rimanendo a digiuno, ben areate, eliminano le impurità rendendole dolci al palato, senza residui di erbe o funghi indigesti per il nostro organismo.

C’è da dire che, alcune massaie preferiscono spurgarle fornendo farina i primi giorni. I francesi prediligono quelle dormienti, cioè in letargo, in quanto già depurata naturalmente. Terminata questa fase preliminare, possono andare in cottura, facendo attenzione a cuocerle a fuoco lento per evitare che si rinchiudano nel guscio, rendendone difficile l’estrazione a tavola.

A questo punto, si può preparare una base di soffritto con olio, aglio, peperoncino e qualche acciuga per poi aggiungervi cuzzeddhre, cuzzuni e municeddhi per circa un’ora, con qualche pomodorino e salare. Finalmente sono pronti e, proprio come i nostri antenati, saremo pronti a leccarci i baffi.

Festa della Municeddha a Cannole dal 10 al 14 agosto: il programma completo.

10 agosto

21:30 “Sciacuddhuzzi”, concerto di musica popolare salentina

23:00 The Lesionati

01:00 DJ set con Davide Angelelli & Frakatame

11 agosto

21:30 “I Tamburellisti di Torre Paduli”

23:00 Antonio Da Costa

01:00 Dj Muerch e PTK, concerto di musica popolare salentina

12 agosto

21:30 “DuemilaGroup” e “I Scianari”

23:00 “Medinita”

01:00 Dj Roberto Lezzi

13 agosto

21:30 “Talita Kum”, concerto di musica popolare salentina

23:00 Orchestra Mancina

01:00 Dj set con Alberto Minnella & Frakatame

14 agosto

21:30 “Kalurya”, concerto di musica popolare salentina

23:00 “Municeddha & friends”, con Enza Pagliara, Mino De Santis, Aban, Desè

01:00 Dj set di Nico Montdure a chiudere 37ª edizione della Festa della Municeddha

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