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Settimana Santa a Porto Cesareo: come si viveva 60 anni fa?

a cura di Salvatore Muci

La Quaresima, la Settimana Santa e il Triduo Pasquale sono determinati tempi del calendario liturgico, in cui si divide e si narra secondo i vangeli, la passione e morte sulla croce del Salvatore. Nel Giovedì e Venerdì Santo si raccontano l’ultima cena, l’arresto, il processo, l’agonia e il decesso del Nazareno. E in tutto il mondo cristiano sono giornate particolari da ricordare per le manifestazioni che si svolgono, sia all’interno della chiesa che all’esterno, con lunghe processioni e in costumi tradizionali. Possiamo ricordare quelle spagnole e dell’Italia meridionale in Europa, oltre a quelle sudamericane.

Nei piccoli comuni italiani si svolgono molte cerimonie religiose che normalmente sfociano nel costume tradizionale storico, come un tempo era nella nostra Porto Cesareo, allora frazione di Nardò. Nel Giovedì Santo, come in tutte le chiese di città grandi e piccole, il giorno dei Sepolcri si preparava con anticipo. La gente che partecipava alla messa in Coena Domini, vedeva il sepolcro per la prima volta.

Nella nostra chiesa si ricorda, che entrando dall’ingresso principale era sistemato sull’altare a sinistra del maggiore, tutto di velo bianco, con urnia dorata interna. Dopo qualche anno il velo era celeste, con la stessa cassa dorata e su una larga corona, anch’essa dorata. Nel dì seguente, già nella mattinata si sentiva suonare per le vie del paese la trottola, portata da un ragazzo, mentre in parrocchia si svolgevano ancora le visite al Santo Sepolcro.

Nel primo pomeriggio era in programma alle 15:00 una messa che le persone del luogo denominavano la messa scirrata. In realtà era una funzione religiosa abbreviata dall’allora parroco Don Lorenzo. Si ricorda che in determinata cerimonia, c’era una fila di fedeli a baciare le piaghe di Gesù.

Settimana Santa a Porto Cesareo: l’uscita per il paese dei simulacri il Venerdì Santo.

La processione dei misteri era programmata per le 18:00. Si muoveva dalla chiesa piccola, dov’erano i simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata ch’erano posti dietro porte vetrate: quello di Gesù nell’altare sotto, mentre quello della Madonna a sinistra dell’entrata.

La statua di Gesù con sopra un velo bianco, era in una bara vetrata che all’uscita nella piazzetta, alcune donne vestite di nero come tutte le altre presenti alla cerimonia del Venerdì Santo, accoglievano ponendovi sopra dei mazzi di fiori. E nella processione accanto al feretro di Gesù vi erano due ragazzi vestiti di soldati in costume medievale.

La statua dell’Addolorata era attorniata da quattro persone che portavano candelabri posti su lunghe aste di ferro. Naturalmente la statua della Madonna in nero seguiva quella del Gesù morto. La processione così usciva per il paese accompagnata dalla banda musicale, finché dopo tante strade percorse, giungeva in parrocchia. Qui le statue sostavano e un predicatore invitato da Don Lorenzo, parlava a tutta l’assemblea la Passione di nostro Signore.

Di solito ogni anno il parroco invitava sempre un Passionista a tenere i quaresimali e spesso rimaneva a Porto Cesareo sino alla domenica di Pasqua. Terminata la funzione, la processione riprendeva le strade per tornare verso la chiesa piccola, dove erano riposte anche le statue. La cerimonia religiosa terminava di solito tra le 21:30 – 22:00.

Settimana Santa a Porto Cesareo: foto di copertina scattata nell’aprile 2023.

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