TERRA NOSCIA

Purcidduzzi? Allora è Natale!

a cura di Massimo Peluso

Riconosciuti a livello nazionale come prodotto alimentare tipico, li purcidduzzi sono da sempre tra i dolci più in voga della tradizione natalizia del Salento. Spesso confusi con gli struffoli napoletani dai meno esperti, si distinguono per la mancanza di uovo nell’impasto che li rende molto friabili e croccanti al palato.

La vita di questo dolce si confonde tra leggenda e realtà. Infatti, il mito vuole che l’invenzione della ricetta sia da attribuire ad una povera famiglia dove una madre, premurosa di preparare un dolcetto di Natale per i tanti figli, si inventò questi gnocchetti con ciò che aveva in casa.

Un altro mito invece, racconta che i contadini, soliti regalare ai loro signori un porcellino a Natale per avere la loro protezione, col tempo lo sostituirono con i purcidduzzi, proprio a forma di porcellino. Da qui il nome che sotto varianti locali è arrivato ai giorni nostri. Nella realtà però, possiamo affermare che questi prelibati dolcetti abbiano origine già dal tempo della Magna Grecia intorno al VII secolo a.C. e siano da attribuire ai poveri contadini dell’epoca.

La nostra ricetta: come preparare i purcidduzzi.

La ricetta prevede l’utilizzo di ingredienti alla portata di tutti. Si impastano farina, vino bianco, acqua, sale, olio extravergine e in alcuni casi un po’ di lievito di birra, sino ad ottenere un composto di media consistenza.

Successivamente, si fanno dei piccoli gnocchetti aiutandosi con il retro di una grattugia o con una forchetta. Si procede a friggerli con olio d’oliva extravergine, meglio se aromatizzato agli agrumi. Una volta ricavati i nostri purcidduzzi, li possiamo sistemare su di un vassoio e condirli a piacere con miele, mandorle sgusciate, pinoli e cannella in polvere.

Una ricetta povera sì, ma dal sapore intenso ed attuale, con qualche caloria di troppo, ma a cui non si rinuncia a maggior ragione in questo Natale così complicato.

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